Boris Johnson ricoverato per il coronavirus

Redazione
06/04/2020

Il premier, contagiato oltre una settimana fa, in ospedale per ulteriori accertamenti. Mentre la regina Elisabetta parla alla nazione.

Boris Johnson ricoverato per il coronavirus

Allarme nel Regno Unito per la salute di Boris Johnson, ricoverato la sera del 5 aprile in ospedale per ulteriori accertamenti a 10 giorni da una forma di contagio da coronavirus definita al principio «lieve», ma che non accenna a passare. Un aggravamento, preceduto da inquietudini rimbalzate sui media a proposito delle sue condizioni, che minaccia di privare il Regno temporaneamente del suo primo ministro proprio nel momento in cui un messaggio straordinario alla nazione della quasi 94enne regina Elisabetta, trasmesso in televisione dal castello di Windsor, aveva provato a incoraggiare i britannici a essere «forti» e dar prova di autodisciplina, innanzi tutto restando a casa, per prevalere nella battaglia contro il virus. Una battaglia che invece per il capo del governo di Sua Maestà, 55 anni, impegnato da due settimane a predicare la necessità di un severo lockdown dopo gli iniziali auspici di una strategia più soft e graduale, sembra farsi meno facile.

OLTRE 600 DECESSI IN UN GIORNO

Sullo sfondo, un Paese dove il numero dei morti è ormai vicino al record europeo di giornata con 621 decessi in più in 24 ore. «Su consiglio del suo medico, il primo ministro è entrato stasera in ospedale per sottoporsi a esami», ha annunciato una portavoce di Downing Street. Si tratta di «una misura precauzionale poiché egli continua ad avere sintomi persistenti da coronavirus 10 giorni dopo essere stato testato positivo», ha provato a rassicurare la portavoce, aggiungendo che Johnson «ringrazia il personale dell’Nhs (il servizio sanitario nazionale, ndr) per l’incredibile duro lavoro che sta svolgendo e sollecita la popolazione a continuare a seguire la raccomandazione del governo di stare in casa per proteggere l’Nhs e salvare vite» umane.

Johnson, ha poi fatto sapere Downing Street, ha trascorso «una notte tranquilla». Lo stesso BoJo ha poi fatto sapere via Twitter di essere andato in ospedale per esami di routine. Sono tuttavia rassicurazioni che non spengono le ansie, né i timori che il premier conservatore possa essere costretto a cedere il bastone del comando per impedimento – almeno per un po’, ma nel pieno dell’emergenza – al suo vice de facto, il ministro degli Esteri e Primo segretario di Stato, Dominic Raab.

IL MINISTRO HANCOCK SI È RIPRESO

Poche ore prima, era del resto stato il titolare della Sanità, Matt Hancock, a sua volta reduce da un contagio da Covid-19, risolto però con una settimana d’isolamento, ad ammettere che Johnson – chiuso dal 27 marzo in un alloggio adiacente al numero 11 di Downing Street – ha ancora «febbre (alta secondo i giornali, ndr) e tosse», pure precisando che è «in buono spirito» e «saldamente al timone» della nave governativa.