E i Comuni si ribellano alla Calabria ribelle

Redazione
30/04/2020

I sindaci di Reggio, Carlopoli, Lamezia Terme e Trebisacce in rivolta contro l'ordinanza della governatrice Santelli che riapriva bar e ristoranti con servizi all'aperto: «Non è il momento di vanificare i sacrifici».

E i Comuni si ribellano alla Calabria ribelle

I Comuni che si ribellano alla Regione che si era ribellata al governo. In Calabria è scattato un cortocircuito istituzionale sul coronavirus, con i primi sindaci in rivolta contro l’ordinanza firmata dalla governatrice Jole Santelli che aveva disposto la riapertura di bar, ristoranti e pasticcerie con servizio all’aperto.

LO STRAPPO DI REGGIO

Il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà si è opposto e lo ha annunciato in un video su Facebook: «Reggio conferma il rispetto del Dpcm Conte. Non pensavo di doverlo fare, ma dopo quanto è successo era importante riportare la calma e la tranquillità». Per Falcomatà l’ordinanza è «illegittima e illogica, tutti vogliamo che la Calabria riparta ma nel rispetto delle regole, delle leggi e della salute dei cittadini».

RIFERIMENTO AI DPCM DEL 10 E 26 APRILE

Prima si erano schierati anche a Carlopoli, nel Catanzarese, dove il sindaco Mario Talarico in un avviso ha contestato l’atto regionale spiegando di volersi attenere a quanto previsto dai decreti del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) del 10 e 26 aprile. Il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, ha annunciato la non applicazione, mentre il sindaco di Trebisacce, Franco Mundo, si è riservato di impugnare il provvedimento.

«DOBBIAMO SALVAGUARDARE SALUTE E FUTURO»

«È vero che la Calabria è una regione interessata a oggi in maniera marginale dall’epidemia Covid-19», ha spiegato il sindaco di Lamezia Terme, «anche per le condivisibili misure sinora adottate dalla Regione e per il rigore nell’osservare le prescrizioni indicate. Non è però ora il momento di operare strappi laceranti rispetto alle indicazioni date dalla comunità scientifica e il ritorno alla auspicata normalità dovrà avvenire gradualmente e verificandone passo dopo passo gli effetti; non si può rischiare di vanificare i sacrifici immensi che da due mesi sopportano i nostri concittadini. Pertanto, il Comune di Lamezia Terme adotterà domattina ordinanza con la quale bloccherà l’applicazione del provvedimento della Regione Calabria del 29 aprile e continuerà ad adeguarsi alle prescrizioni nazionali e a quanto stabilito nelle ordinanze sindacali emesse o da emettere. Dobbiamo salvaguardare la nostra salute e il nostro futuro».

ORDINANZA DELLA SANTELLI CONSIDERATA INOPPORTUNA

Per il sindaco di Trebisacce «l’ordinanza del presidente Santelli è molto inopportuna, non solo per l’ora in cui è stata diffusa, cioè alle 22, ma per aver demolito il lavoro svolto in questi mesi, settimane e giorni da tanti sindaci, volontari, forze dell’ordine e cittadini, impegnati a prevenire e fronteggiare il coronavirus. Mi riservo di valutare anche un’impugnativa al Tar e di bloccare e/o limitare l’efficacia».

APPLICAZIONE DIFFERITA E ALTRE PRESE DI DISTANZA

A Carlopoli, nell’avviso il cui testo è stato emanato dal sindaco a tarda notte, si precisa che l’applicazione di quanto disposto dalla presidente della Regione Calabria è differito fino alla data del 3 maggio. Analoghi provvedimenti sono stati attuati in altri comuni della Calabria.