I contagi da coronavirus nel mondo il 29 marzo

Redazione
29/03/2020

Trump non impone la quarantena a New York, New Jersey e Connecticut. Johnson annuncia peggioramenti. Cina alle prese coi casi di ritorno. I morti sono 5.694 in Spagna, oltre 30 mila in tutto il pianeta.

I contagi da coronavirus nel mondo il 29 marzo

Sono oltre 30 mila le vittime della pandemia da coronavirus nel mondo secondo il conteggio della Johns Hopkins University, un terzo delle quali nella sola Italia, 665 mila il numero totale dei contagi accertati, con in testa gli Stati Uniti (124.665). Il contatore dell’università americana piazza il numero globale di guariti a oltre 140.200, 12.384 dei quali in Italia, seconda in questa classifica dopo la Cina (oltre 75.500 guariti).

NIENTE QUARANTENA A NEW YORK

Nonostante la folle velocità con cui continuano a crescere i malati negli Stati Uniti, Donald Trump ha rifiutato una quarantena per gli stati di New York, New Jersey e Connecticut: «Non sarà necessaria», ha twittato il presidente, che invece ha posto limitazioni sui viaggi. «Ho chiesto al Centers for disease control and prevention di emettere un forte ‘travel advisory, che sarà amministrato dai governatori in consultazione con il governo federale».

QUASI 5.700 MORTI IN SPAGNA

In Spagna i morti hanno superato quota 6.500, con un incremento di ben 838 decessi in sole 24 ore: cifra quest’ultima che costituisce un nuovo record sebbene di soli sei casi in più rispetto a quello del 28 marzo. Lo comunica il bollettino aggiornato del quotidiano El Pais, che registra 78.797 contagi accertati con 4.907 persone in terapia intensiva e 14.709 guariti nel Paese.

JOHNSON SCRIVE AI CITTADINI

Il premier britannico Boris Johnson ha inviato una lettera a tutti i cittadini, affermando che le cose peggioreranno ancora prima di cominciare a migliorare e prefigurando ulteriori restrizioni ai movimenti e regole di distanziamento sociale. «Fin dall’inizio abbiamo cercato di implementare le misure giuste al momento giusto», ha scritto il premier. «Non esiteremo ad andare oltre, se ce lo suggeriranno il parere di medici e scienziati. È importante per me essere esplicito: sappiamo che le cose peggioreranno prima di migliorare. Ma ci stiamo preparando nel modo giusto, e più seguiremo tutti le regole, meno vite andranno perdute e prima la vita potrà tornare alla normalità. Per questo, nel momento dell’emergenza nazionale, vi rivolgo questo invito: ‘Restate a casa. Proteggete il nostro sistema sanitario (Nhs) e salvate vite’».

IN OLANDA 10 MILA CASI

L’Olanda, come il Belgio, supera quota 10 mila contagiati dal coronavirus. Secondo l’ultimo bollettino della autorità sanitarie olandesi, complessivamente nei Paesi Bassi si contano oramai 10.866 positivi (+ 1.104 rispetto a ieri) e 771 persone morte per Covid-19. Nelle ultime 24 ore si sono registrati 132 decessi. Il bilancio viene aggiornato ogni giorno. Complessivamente sono ricoverate 3.483 persone.

IN CINA 45 NUOVI CONTAGI

La Cina ha registrato sabato 28 marzo 45 nuovi casi di contagio da coronavirus di cui 44 importati e uno nella provincia dell’Henan. Secondo la Commissione sanitaria nazionale (Nhc), le infezioni di ritorno sono salite a 693, divenendo la fonte di preoccupazione per Pechino dopo l’apertura progressiva dell’Hubei e del suo capoluogo Wuhan, focolaio della pandemia, perché aree a «nuove infezioni azzerate». I decessi sono 3.300 (in crescita di cinque, tutti nell’Hubei). I casi totali sono 81.439, di cui 2.691 sotto trattamento medico e 75.448 guariti.

IN COREA DEL SUD 105 NUOVI MALATI

La Corea del Sud conta 105 nuovi casi di contagio da coronavirus per sabato 28 marzo (dai 146 di venerdì), di cui la metà importati, mentre i dimessi dagli ospedali sono stati 222, a 5.033, per un tasso di guarigione al 52,52%. In base agli ultimi aggiornamenti riferiti a sabato della Korea centers for disease control and prevention (Kcdc), i decessi sono aumentati a 152 (+8), mentre le infezioni importate sono salite a 412 sul totale di 9.583 casi complessivi. Seul ha rafforzato i controlli sugli arrivi nel Paese contro il ‘contagio di ritorno’.

PRIMO MORTO IN SIRIA

La Siria ha annunciato il primo morto nel Paese legato al coronavirus. Ad oggi le autorità siriane segnalano altri nove casi di contagio. La vittima è «una donna giunta in ospedale in condizioni già gravi. Dopo le verifiche è stato riscontrato che si trattava di coronavirus», ha informato il ministero della Sanità a Damasco, senza fornire ulteriori dettagli.