Conte ufficializza la proroga delle restrizioni al 13 aprile

Redazione
01/04/2020

Il premier conferma quanto anticipato dal ministro della Salute Speranza. «Non siamo nella condizione di poter allentare le misure e alleviare i disagi e sacrifici a cui siete sottoposti».

Conte ufficializza la proroga delle restrizioni al 13 aprile

Una conferenza stampa per fare il punto sull’emergenza coronavirus, costata finora la vita a oltre 13 mila italiani. E sul blocco che, piano piano, punta ad abbattere la curva del contagio. Giuseppe Conte è tornato a parlare di fronte ai giornalisti in una giornata, quella del primo aprile, scandita da altri 727 decessi e 2.937 casi di positività, ma anche da 1.118 guariti. Come anticipato in mattinata dal ministro della Salute Roberto Speranza, il premier ha ratificato la proroga delle attuali misure di contenimento fino al 13 aprile. «I morti», ha detto Conte, «sono una ferita che mai potremo sanare: non siamo nella condizione di poter allentare le misure restrittive, alleviare i disagi e risparmiarvi i sacrifici a cui siete sottoposti».

«ALLENTARE ORA LE MISURE AVREBBE UN PREZZO ALTISSIMO»

«Se i dati si consolideranno, solo allora potremo pensare di allentare le misure», ha aggiunto Conte, pur specificando di «non poter garantire che questo accadrà dal 14 aprile». «Se iniziassimo ad allentare le restrizioni», ha proseguito il premier, «tutti gli sforzi sarebbero vani, quindi pagheremmo un prezzo altissimo, oltre al costo psicologico e sociale: saremmo costretti a ripartire di nuovo, un doppio costo che non ci posiamo permettere. Per questo invito tutti a continuare a rispettare le misure».

«NON ABBIAMO AUTORIZZATO LE PASSEGGIATE COI BAMBINI»

Quindi, un chiarimento sull’annosa questione delle passeggiate e la tanto discussa circolare del Viminale sulle passeggiare dei genitori con i bambini. «Non abbiamo affatto autorizzato l’ora del passeggio coi bambini», ha chiarito Conte. «Abbiamo solo detto che quando un genitore va a fare la spesa si può consentire anche l’accompagno di un bambino. Ma non deve essere l’occasione di andare a spasso e avere un allentamento delle misure restrittive». Nel nuovo Dpcm si vietano poi gli allenamenti anche degli atleti professionisti, «onde evitare che delle società sportive possano pretendere l’esecuzione di una prestazione sportiva anche nella forma di un allenamento. Ovviamente gli atleti non significa che non potranno più allenarsi: non lo faranno in maniera collettiva, ma individuale».