Francia, cosa prevede la fase 2 dell’epidemia di coronavirus

Redazione
28/04/2020

Dall'11 maggio scuole materne ed elementari riaprono solo su base facoltativa. No alle messe, stop definitivo al campionato di calcio. Possibili le riunioni fino a 10 persone, niente autocertificazione per gli spostamenti entro i 100 km. Promessi 700 mila test alla settimana, ma se i numeri peggiorano non ci sarà nessun allentamento.

Francia, cosa prevede la fase 2 dell’epidemia di coronavirus

Anche la Francia si prepara a varare la fase 2 dell’epidemia di coronavirus. Ma la riapertura vera e propria delle scuole, annunciata in un primo momento a partire dall’11 maggio, è destinata a slittare. Il premier Edouard Philippe ha illustrato al parlamento il piano di uscita dal lockdown, in vigore nel Paese dal 17 marzo.

Il capo del governo ha spiegato che dall’11 maggio avrà luogo una «riapertura molto graduale delle scuole materne ed elementari», ma solo «su base facoltativa». Mentre dal 18 maggio, solo nei dipartimenti in cui la circolazione del virus sarà molto debole, «potremo immaginare di riaprire le medie». Quanto alle superiori, «decideremo a fine maggio se potremo riaprirle, a cominciare dagli istituti professionali». In precedenza il presidente Emmanuel Macron aveva annunciato il rientro dei ragazzi sui banchi già dai primi di maggio. ma l’ipotesi aveva provocato le proteste del Comitato scientifico ed era stata bollata dai medici francesi come un «rischio inutile». Il presidente aveva dichiarato che asili e scuole elementari avrebbero riaperto progressivamente dall’11 maggio, medie e superiori dal 18 o dal 25 maggio.

PHILIPPE: «FAREMO 700 MILA TEST ALLA SETTIMANA»

Nel suo discorso in parlamento, Philippe ha detto che nella fase 2 la Francia sarà in grado di effettuare «700 mila test sierologici alla settimana». Tutte le persone che risulteranno aver avuto contatti con soggetti positivi saranno invitate a fare il test e a mettersi in isolamento. L’obiettivo è individuare al più presto i portatori del contagio: «Non è una punizione, ma una protezione. Tutto deve essere ampiamente fondato sul senso civico di ognuno», ha aggiunto il premier.

CRUCIALI I DATI SULL’ANDAMENTO DELL’EPIDEMIA

L’allentamento del lockdown, in ogni caso, dipenderà strettamente dall’andamento dell’epidemia nei prossimi giorni: «Se gli indicatori non saranno rispettati, non faremo nessuna riapertura», ha precisato infatti Philippe. Le condizioni da rispettare riguardano, fra l’altro, il numero giornaliero dei nuovi contagi, che deve mantenersi fra mille e 3 mila. La fase 2 durerà fino al 2 giugno, quando il governo prevede di far scattare una fase 3. Dall’11 maggio riapriranno i negozi, mentre bar e ristoranti devono attendere.

STOP DEFINITIVO AL CAMPIONATO DI CALCIO

Il premier, nel corso del suo intervento in parlamento, ha inoltre chiarito una volta per tutte che «la stagione agonistica degli sport professionistici 2019-2020, quella del calcio in particolare, non potrà riprendere».

NO A MESSE E CERIMONIE RELIGIOSE

Poi ha affrontato il nodo della libertà di culto: «Conosco l’impazienza delle comunità religiose. I luoghi di culto potranno restare aperti, ma credo sia legittimo chiedere di non organizzare funzioni e cerimonie» prima del 2 giugno. Tradotto: per il momento niente messe. I funerali continueranno a essere celebrati, con una presenza massima di 20 persone. Mentre i matrimoni dovranno essere rinviati salvo «casi di emergenza».

CONSENTITI GLI ASSEMBRAMENTI FINO A 10 PERSONE

Rispetto alla fase 2 all’italiana, una differenza fondamentale interesserà gli assembramenti. Il governo francese ritiene in generale che le riunioni debbano essere evitate il più possibile, in quanto occasioni per la diffusione del virus. Ciononostante, in luogo pubblico o privato, dall’11 maggio sarà possibile incontrare fino a un massimo di 10 persone. Decade infine l’obbligo di compilare l’autocertificazione. I cittadini potranno circolare senza entro i 100 km dal luogo di domicilio. Spostamenti superiori restano autorizzati soltanto per motivi di lavoro, famiglia o assoluta necessità.