Perché Conte non cadrà (almeno per ora)

Peppino Caldarola
04/05/2020

I giornali di destra spingono per la defenestrazione del premier. Il suo governo ha fatto errori, ma ci sta portando fuori dal momento più brutto del virus. Renzi e Salvini rosicano che ci stia lui là. E l'opzione di unità nazionale di Draghi non funzionerebbe certo coi due Mattei in agguato. Fino alla fase 3, cioè fino al vaccino, tutto resterà così.

Perché Conte non cadrà (almeno per ora)

Il tema dei giornali di destra e di molti ambienti della stessa maggioranza è come far cadere Giuseppe Conte (c’è anche il tema dei capelli di Giovanna Botteri, povera stella, bravissima collega). La prospettiva ha addirittura tirato fuori dai cassetti conservati in soffitta gli appelli pro e contro. Tutti ben firmati, tutti ridondanti, tutti inutili malgrado molte persone che hanno apposto la firma all’uno o all’altro siano degnissime. La verità è che Conte, a meno di errori clamorosi che rendano inevitabile la sua caduta da cavallo immediata e visibile, è per ora in sella e ci resterà a lungo.

IL SUCCESSO DI CONTE RAFFORZEREBBE ANCHE IL PD

Le ragioni per defenestrarlo sono molteplici e non tutte fanno riferimento a critiche sul suo operato. Il governo ha fatto molti errori, ma ha affrontato un evento inedito e spaventoso come il coronavirus, e lentamente e con momenti di confusione ci sta tirando fuori dal momento più brutto. Conte deve essere fatto fuori per altre ragioni. Perché il suo successo darebbe vita a una nuova formazione politica e forse a una nuova maggioranza stabile con il Partito democratico.

LO ACCUSANO DI AVER TRADITO

Conte deve essere fatto fuori perché Matteo Renzi e Matteo Salvini, gli sfigati di questa fase politica, non reggono che stia lui là dove sono stati o erano sul punto di andare loro. Conte deve essere fatto fuori perché il suo ministro degli Esteri ammicca troppo a Cina e Russia e ciò irrita gli Usa (e anche me, nel mio piccolo). Conte deve essere fatto fuori, secondo la destra, perché ha tradito. Qui siamo di fronte al capolavoro delle falsificazioni. Si lamenta il tradimento di Conte e si ignorano le coglionate di Salvini di cui una destra seria si sarebbe liberata da tempo.

SARÀ IN GRADO DI REGGERE LA FASE 3?

Poi c’è il dubbio, che è anche il mio, se Conte sarà in grado di reggere la cosiddetta fase 3, cioè quella in cui la questione sociale si presenterà con caratteri mai visti prima. Nessuno sa se Conte avrà la forza per affrontare quei marosi. Soprattutto il dubbio non riguarda lui, bensì se lui è in grado, senza un partito solido alle spalle, di tenere unito lo Stato di fronte a un passaggio che sarà terribile.

PER L’UNITÀ NAZIONALE SERVE ZAIA, NON SALVINI

Da qui la suggestione di un cambio importante con una personalità del livello di Mario Draghi. Nessuno dice che questo cambio verrebbe favorito se una parte dei protagonisti di oggi si levassero dalle palle. Non si può fare Draghi premier, provare l’unità nazionale e avere alle spalle di simile operazione un uomo non presente a se stesso come Salvini che dopo un bicchiere di birra potrebbe far saltare una grande operazione. Con Luca Zaia si può.

DOPO IL VACCINO VIA ALLA GUERRA CIVILE A BASSA INTENSITÀ

Anche questa ultima suggestione cozza però con un dato di fatto. Quando si dovrebbe fare questa operazione? Si dice dopo l’estate, finita la Fase 2. Ma quando finiscono le fasi nessuno lo sa e forse l’unico termine di riferimento potrebbe essere il momento in cui milioni di italiani saranno vaccinati e quindi il Paese potrebbe iniziare la sua bella guerra civile a bassa intensità. Prima di allora cambiare il governo è impresa difficile, rischiosa, anche avventuristica. A meno che non sia Conte, come settimane fa gli suggerii, a dichiarare chiusa la propria esperienza mettendosi in riserva della Repubblica.