Il 5 maggio 1.075 nuovi contagiati dal coronavirus, ai minimi dal 10 marzo

Redazione
05/05/2020

In Italia gli infettati totali (cioè attualmente positivi, vittime e guariti) sono 213.013. In calo di 52 i ricoverati in terapia intensiva. I morti sono stati 236 in un giorno (erano 195 lunedì), ma in sei regioni - Umbria, Sardegna, Valle d'Aosta, Calabria, Basilicata e Molise - nessun decesso per Covid-19.

Il 5 maggio 1.075 nuovi contagiati dal coronavirus, ai minimi dal 10 marzo

Dal bollettino della Protezione civile del 5 maggio 2020 sono arrivate buone notizie sull’andamento del coronavirus: in Italia i contagiati totali, vale a dire gli attualmente positivi, le vittime e i guariti, sono 213.013 con un incremento giornaliero di 1.075 (lunedì erano stati 1.221): il dato quotidiano è ai minimi dal 10 marzo.

OGNI 51 TAMPONI FATTI UNO È POSITIVO

Dai dati è emerso inoltre che ogni 51 tamponi è stato individuato un contagiato, un dato molto basso che però non tiene conto del fatto che almeno il 30% dei tamponi sono ripetuti.

I GUARITI SONO 85.231, 2.352 PIÙ DI LUNEDÌ

Sono 85.231 i guariti, con un aumento di 2.352 rispetto al giorno prima. I malati sono 98.467, in discesa di 1.513 su lunedì. Continua poi il calo dei ricoverati in terapia intensiva per Covid-19: a oggi sono 1.427, 52 in meno rispetto a lunedì. In Lombardia sono 509, 23 meno del giorno precidente.

IN SEI REGIONI NON SI SONO REGISTRATI MORTI

I morti sono saliti a 29.315, con un incremento di 236 in un giorno (lunedì le vittime erano state 195). In sei regioni – Umbria, Sardegna, Valle d’Aosta, Calabria, Basilicata e Molise – non si sono registrate vittime nelle ultime 24 ore.

IL REGNO UNITO SUPERA L’ITALIA PER NUMERO DI VITTIME

Intanto sono rimbalzati a 693 i morti per coronavirus registrati nel Regno Unito nelle ultime 24 ore tra ospedali, case di riposo e altri ricoveri: fino a un totale di 29.427, secondo i dati resi noti nella conferenza stampa quotidiana di Downing Street tenuta dal ministro degli Esteri Dominic Raab. Si tratta d’una cifra che, pur senza i casi sospetti conteggiati in precedenza dall’Ons, l’Istat britannico, conferma comunque che il Regno è ora primo in Europa per numero di decessi davanti all’Italia e secondo al mondo dopo gli Usa.