Dal coronavirus alla Germania contro la Bce: quanto chiacchierano gli italiani

Peppino Caldarola
06/05/2020

Peppino Caldarola commenta i temi più discussi nel nostro Paese, soprattutto da chi si crede colto.

Dal coronavirus alla Germania contro la Bce: quanto chiacchierano gli italiani

Quanto piace la chiacchiera agli italiani, soprattutto a quelli che credono di essere colti. Oggi tocca allo Stato. Sono tutti preoccupati che ce ne sia troppo, anzi che stia tornando in voga. Peccato che solo con lo Stato il paese si sta salvando dalla pandemia grazie agli ospedali pubblici (pagati da noi che paghiamo le tasse). Questa crisi sanitaria dovrebbe essere la tomba (politica) per chi prevedeva più sanità privata, pochi medici di prossimità chiusura degli ospedali di zona.

SIAMO TUTTI VIROLOGI

Chiacchierano molto anche i virologi (in tv più di Vittorio Sgarbi e Senaldi) e con loro tutti gli italiani anche quelli che scambiano vaccino con terapia del plasma, dicendosi sicuri che l’epidemia sta tornano oppure, con altrettanta sicumera, che il Covid si sia indebolito.

QUELLI CHE SCAPPANO AL SUD

Il Sud c’entra sempre. Peccato per molti nordisti, infatti, che la crisi sia solo lombarda eppure i treni sono assaltati da meridionali che creeranno casini e giù con le foto. Che sono quasi tutte false.

GOVERNO CONTE VS GOVERNO DRAGHI

Tema appassionante è la caduta del governo Conte e la nascita del governo Draghi. Peccato che Mattarella, che è l’unico che nomina il premier che poi verrà votato dal parlamento, da mesi dice che dopo Conte c’è il voto. Molti però argomentano che di fronte a una crisi paurosa toccherebbe a Draghi. Fossi Draghi toccherei ferro o più giù.

ZAIA È MEGLIO DI SALVINI

La passione delle ultime ore è Zaia. Zaia è meglio di Salvini. È del tutto evidente. Tutti sono meglio di Salvini, lo sa anche la sua famiglia. Solo che la Lega prima di ammettere di avere al vertice un facinoroso inadeguato ci penserà decine di volte. Neppure la Lega può permettersi una crisi interna.

LA CATTIVERIA DEI TEDESCHI

Infine, fresca fresca, la discussione sull’Europa e i cattivi tedeschi. Sorpresa per la decisione dell’Alta corte germanica. Ma sorpresa de che? Si sa che una gran parte dell’establishment tedesco vuole comandare o liberarsi dell’Europa. Sono i più ricchi, ma anche i più stupidi. Senza il loro sì il meccanismo di salvataggio europeo salta e con quello salta l’Europa. Il giorno dopo la piccola Europa del Nord sarà preda della Cina oppure Trump se la mangerà come un piatto di crauti. Tutti però si appassionano alla cattiveria dei tedeschi, alla loro irriconoscenza. Peccato che si ignora che nel mondo c’è una cosa, e per fortuna che c’è, che si chiama “conflitto”. È in atto, ma non è una notizia, un conflitto in Germania fra europeisti e non europeisti, fra chi pensa che l’Italia sia solo Rimini (bellissima città) e chi invece immagina di aver bisogno della piccola impresa lombardo-veneta, dell’agricoltura meridionale, dei porti meridionali che allontanano lo spettro dell’immigrazione.

MENO CHIACCHIERE E PIÙ LUNGIMIRANZA

Stiamo dibattendo come se i tedeschi fossero tutti brutti sporchi e cattivi. No, è più semplice, ci sono molti cretini in cima all’establishment teutonico che stanno facendo il male dell’Europa e della Germania. Sarebbe più semplice, invece, affrontare le cose con pazienza e lungimiranza e avere un doloroso piano B in caso di tradimento tedesco. C’è l’Europa del Sud, piccola cosa, ma da qualche parte si potrà ripartire, poi non sarà la prima volta che i tedeschi partono in quarta e le prendono. Ricordare sempre che i tedeschi non hanno mai vinto niente. Non è così per i cinesi che hanno avuto il regalo della presidenza Trump. Gli elettori non si offendono, lo so, ma vorrei incontrare un elettore di Trump e guardarlo negli occhi, intensamente e dirgli: «Voi americani eravate un mito per noi: come cazzo vi siete ridotti». Ho solo paura che lui in un italiano approssimativo mi risponda: «Parli tu che c’hai Salvini?».