Per le aziende di trasporto pubblico rispettare il distanziamento è impossibile

Redazione
28/04/2020

Le misure previste dal governo per la fase 2, secondo le associazioni di categoria, ridurrebbero la capacità del sistema al 30% del normale. La richiesta: mantenere solo l'obbligo di indossare le mascherine.

Per le aziende di trasporto pubblico rispettare il distanziamento è impossibile

A pochi giorni dall’inizio della fase 2, le aziende del trasporto pubblico hanno scritto una lettera al governo per denunciare l’impossibilità di rispettare le regole di distanziamento sociale a bordo dei mezzi. I presidenti delle associazioni di categoria Agens e Asstta, Arrigo Giana (Atm Milano) e Andrea Gibelli (Ferrovie Nord), si sono rivolti direttamente alla ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli. Facendo presente che rispettare la distanza di un metro fra i passeggeri significherebbe «ridurre la capacità del sistema al 25-30% del normale».

PROBLEMI ANCHE PER STAZIONI E FERMATE

In altre parole, le aziende del trasporto pubblico non sono in grado di soddisfare i requisiti di sicurezza fissati dall’esecutivo. Secondo Giana e Gibelli, inoltre, i limiti decisi dal governo non riguardano solo la capienza dei veicoli, ma anche quella dei luoghi di attesa dei mezzi, come stazioni o fermate di superficie.

RISCHIO DI ASSEMBRAMENTI INCONTROLLABILI

Di conseguenza, «l’offerta di trasporto sarebbe assolutamente insufficiente, anche a fronte di una domanda che, prevedibilmente, sarà inferiore» rispetto al periodo pre-pandemia. Il vincolo di un metro, come se non bastasse, potrebbe finire per generare sovraffollamento a ridosso delle aree di attesa, ottenendo un effetto contrario a quello desiderato con «assembramenti non controllabili e pericolosi per la salute delle persone», oltre che «potenziali problemi di ordine pubblico».

SÌ ALLE MASCHERINE, MA CI VOGLIONO ANCHE I RISTORI

Per questi motivi il direttore generale di Atm Milano e il presidente di Ferrovie Nord chiedono alla ministra De Micheli di mantenere in vigore solo l’obbligo di utilizzo delle mascherine da parte degli utenti. E invocano «semplificazioni amministrative» per consentire alle aziende di trasporto di intervenire con tempestività per «diversificare l’offerta dei servizi». Infine, sottolineano come sia «essenziale» garantire l’equilibrio economico-finanziario, assicurando l’integrale ristoro dei minori ricavi e dei maggiori costi gravanti sulle aziende.