Non lasciamo che l’odio separatista spacchi l’Italia

Peppino Caldarola
21/04/2020

È in atto il tentativo di mettere la Lombardia contro il Sud. I protagonisti sono Fontana e compagnia, che vogliono nascondere il loro fallimento e riportare le lancette ai tempi della secessione. Ai governatori del Meridione dico: non lasciamo che questo accada.

Non lasciamo che l’odio separatista spacchi l’Italia

È in atto il tentativo, che io considero gravissimo, di mettere la Lombardia contro il Sud. I protagonisti di questa odiosa operazione sono i due leader falliti della Regione, il loro suggeritore esperto mondiale di moijto e un gruppo di giornalisti e commentatori guidati da Vittorio Feltri. Stanno cercando di centrare due obiettivi: distogliere l’attenzione dalle responsabilità della classe dirigente lombarda nella gestione dilettantesca della battaglia al Covid-19 e tentare l’affondo per riportare le lancette ai tempi della secessione.

NON SI ESCE DA QUESTA CRISI CON UN CLIMA DA RESA DEI CONTI

I temi sono importanti e si racchiudono in due concetti: c’è una vendetta dei poveri contro i ricchi, cioè l’invidia verso la Lombardia di Regioni incapaci di badare a se stesse produce un sentimento anti-nordista, e c’è l’irriconoscenza verso quello che la Lombardia ha fatto e fa per il resto del Paese, soprattutto per il Sud. A parte la manifesta incapacità di Fontana e del suo socio, in questa tragica vicenda è venuta a galla l’erroneità della scelta di fare della Lombardia il primo polo ospedaliero (con molto privato finanziato dal pubblico) italiano sgominando la medicina sul territorio. La ripartenza deve correggere questa impostazione. Non si esce comunque da questa crisi lombarda con un clima da resa dei conti, tanto meno affidandosi ai magistrati. Se ci sono state reati al Pio Albergo Trivulzio si intervenga, ma risolvere giudiziariamente scelte programmatiche sanitarie è un errore gravissimo e inaccettabile.

LA LOMBARDIA NON VA DA NESSUNA PARTE SENZA L’ITALIA

La Lombardia, vorrei ricordare ai nostri neo-separatisti, non va da nessuna parte senza l’Italia. E i governatori del Sud che sguazzano nell’alimentare un clima anti-lombardo stanno uccidendo una nazione. Detta in modo semplice: noi, gente del Sud, dobbiamo amare la Lombardia per quello che rappresenta e ci ha dato. La Lombardia non deve essere coinvolta nella tardiva protesta meridionale contro gli insulti dei nordisti, di ieri o di oggi (vedo che Feltri intigna). La Lombardia è stata la nuova patria di tanti di noi, dei nostri parenti che hanno persino dimenticato i dialetti originari e parlano questo slang barese-milanese portato alla ribalta da molti film.

Abbiamo avuto bisogno di loro e, ora che loro hanno bisogno di noi, non rispondiamo con frasi incendiarie e con separatismo idiota

Queste sono solo considerazioni. Servono atti pubblici per impedire la spaccatura dell’Italia. Visibilmente il governo non ha né la voglia né l’autorità per riunificare il Paese ed è ai miei occhi la sua maggiore colpa. Allora i presidenti meridionali – parlo soprattutto di voi Jole, Michele, Vincenzo – devono prendere una iniziativa di amicizia verso la Lombardia accettando di sincronizzare con essa le riaperture, cessando una polemica meridionalista che nulla c’entra col meridionalismo storico, parlando al cuore dei milanesi e dei lombardi. Abbiamo avuto bisogno di loro e, ora che loro hanno bisogno di noi, non rispondiamo con frasi incendiarie e con separatismo idiota. Lo slogan è: Noi amiamo Milano.