Le domande dei sindaci lombardi a Fontana sull’emergenza coronavirus

Redazione
01/04/2020

Alcuni primi cittadini di centrosinistra tra cui quelli di Milano, Brescia e Bergamo chiedono al presidente di Regione chiarezza sulle tempistiche e su alcune scelte in contrtendenza rispetto alle direttive del ministero e dell'Iss.

Le domande dei sindaci lombardi a Fontana sull’emergenza coronavirus

Risposte e precise assunzioni di responsabilità sulla gestione dell’emergenza coronavirus. Le chiedono alcuni sindaci lombardi di centrosinistra – di Bergamo, Brescia, Cremona, Lecco, Mantova, Milano e Varese – al presidente della Regione Attilio Fontana.

I primi cittadini hanno infatti lanciato un appello via social in cui rivolgono al governatore una serie di domande sull’emergenza coronavirus.

Da quando saranno disponibili i dispositivi di protezione, a partire dalle mascherine, «il cui arrivo è stato promesso da tempo», a cosa sta facendo la Regione per proteggere il personale sanitario e gli ospiti delle Rsa, «in molte delle quali sappiamo purtroppo di numerosi decessi».

LE DIRETTIVE DEL MINISTERO NON SEGUITE

«In una recente conferenza stampa il presidente Fontana ha detto che la situazione ‘è sicuramente sotto controllo’ e che ‘tanto i plurisintomatici che i monosintomatici verranno sottoposti a tamponamento‘», si legge nell’appello. «È ciò che si sta realmente facendo?». Inoltre i sindaci chiedono perché Regione Lombardia non segua «le direttive del ministero e dell’Istituto Superiore di Sanità che prescrivono di sottoporre a tampone i sintomatici e, qualora questi siano positivi, i loro familiari e i contatti recenti».

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ANCORA NIENTE OK ALLA SPERIMENTAZIONE DEI TEST SIEROLOGICI

E, ancora: «Perché Regione Lombardia non ha ancora autorizzato l’avvio della sperimentazione dei test sierologici che altre regioni, come il Veneto e l’Emilia-Romagna, hanno invece attivato. L’esito di tali test in abbinamento a un’indagine continua attraverso tamponi su un campione statisticamente rappresentativo per età, sesso, luogo di residenza è ritenuto decisivo per certificare l’evoluzione dell’epidemia e l’immunità di chi abbia contratto il virus anche in forma asintomatica», concludono i sindaci.

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L’appello è stato firmato da Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, Emilio Del Bono sindaco di Brescia, Gianluca Galimberti sindaco di Cremona, Virginio Brivio sindaco di Lecco, Mattia Palazzi sindaco di Mantova, Beppe Sala sindaco di Milano, Davide Galimberti sindaco di Varese