E se contro il virus chiamassimo i medici italiani specializzati all’estero?

Redazione
30/04/2020

Cervelli in fuga che hanno fatto carriera in altri Paesi. Ma sarebbero disposti a tornare in cambio del riconoscimento del proprio percorso formativo. Mentre il governo si affida ai pensionati o abilita in fretta i neolaureati. Una proposta per affrontare l'emergenza sanitaria.

E se contro il virus chiamassimo i medici italiani specializzati all’estero?

Crisi da coronavirus, emergenza sanitaria, insufficienza di medici. Il dibattito nell’Italia travolta dall’epidemia dura da settimane. Lettera43.it riceve e pubblica questa proposta in tema di “rientro dei cervelli in fuga”.

COLLO DI BOTTIGLIA TRA LAUREA E SPECIALIZZAZIONE

Buongiorno, sono un medico italiano scappato dall’Italia per potersi specializzare in una branca chirurgica nel 2016. I motivi che mi hanno spinto a fare questo sono noti a tutti noi e tornati alla ribalta sui giornali in queste settimane. Il problema noto e stranoto ma per secoli ignorato è il collo di bottiglia tra laurea in medicina e borse di specializzazione. In Italia non servono medici, ma servono specialisti.

AVANZAMENTI DI CARRIERA PIÙ VELOCI ALL’ESTERO

In questo periodo sono sicuro che si sono intavolate plurime discussione tra gli organi di categoria e il ministero e non so se magari è stata presa in considerazione questa ipotesi. Io mi sto formando nella Svizzera tedesca. Ho fatto un percorso estremamente valido, seppur non ancora terminato, che mi ha portato a ottenere una esperienza chirurgica e degli avanzamenti di carriera che in Italia non avrei mai visto mediamente prima dei 40-45 anni.

MERITI E COMPETENZE SU CUI POTER CONTARE

Ne ho solo 32, e mi appresto a finire il quinto anno di formazione riconosciuto dall’analogo svizzero del ministero della Sanità. Ho fatto più di 700 interventi da primo operatore, più di 500 da secondo operatore. Ho dato esami difficili e sono stato promosso a capoclinica che è l’analogo del dirigente medico, senza avere ancora il titolo di specialista, ma per meriti sul campo. Questo non ha nulla a che vedere con un’autocelebrazione, ma attesta che le competenze ci sono. Pari se non oltre ai colleghi che la specializzazione la stanno facendo o l’hanno fatta in Italia.

RISORSE GIÀ PRONTE PER IL SISTEMA ITALIANO

Ora, tornando alle discussioni politiche con il ministro, se a tutti quelli nella mia situazione venisse proposto il riconoscimento di questo percorso formativo già oggi, al di là del completamento del percorso nel Paese estero, credo ci sarebbe una larga fetta di specialisti già pronti per il sistema italiano. Non tra un anno. Oggi.

IN TANTI DISPOSTI A TORNARE NEL NOSTRO PAESE

È una riflessione che facevo in questi giorni con i colleghi, e se mi facessero una simile proposta, sarei pronto a mollare la carriera che sto facendo qui (e tanti soldi) per tornare in Italia e dare una mano a quel sistema che tanto mi ha fatto penare.

UNA SOLUZIONE ADESSO INVECE DI ATTENDERE CINQUE ANNI

Questo non ha nulla a che vedere con il pool di borse e di posti per le specializzazioni che è tutta un’altra partita. Sarebbe un escamotage per avere ora una soluzione invece che attendere cinque anni prima di avere un picco di specialisti qualora si decidesse oggi di aumentare notevolmente le borse di specializzazione sull’onda del pentimento per errori strategici del passato.

SOLDI INVESTITI PER LA FORMAZIONE E ORA RECUPERABILI

D’altronde un articolo di qualche anno fa diceva che ogni anno l’Italia regala all’estero migliaia di medici laureati che vanno a specializzarsi fuori, ognuno dei quali è costato al sistema italiano circa 120 mila euro. Un po’ come se ogni anno il ministero regalasse delle Ferrari. Se per una volta fosse l’Italia a sfruttare il procedimento all’inverso e recuperasse una parte di quei soldi credo che sarebbe una buona rivincita visto che la formazione post graduate l’ha pagata qualcun altro.

UN’IDEA OLTRE ALLA CHIAMATA DI PENSIONATI E NEOLAUREATI

Avete richiamato i medici in pensione, avete abilitato i neolaureati di primo pelo, ora potreste avere degli specialisti gratis. A voi la palla. Non so se otterrò un riscontro, ma ho pensato che un’idea in più è meglio di una in meno. Vi ringrazio e vi auguro buon lavoro.