I contagi da coronavirus nel mondo del 31 marzo

Redazione
31/03/2020

I casi totali hanno superato quota 800 mila. In Belgio, una bambina di 12 anni è morta. Dopo tre giorni di febbre, è peggiorata, ha detto il virologo Steven Van Gucht. Mentre la Spagna raggiunge un nuovo picco con 8.189 vittime (+849) e 94.417 casi totali (+9.222).

I contagi da coronavirus nel mondo del 31 marzo

I casi di coronavirus nel mondo stanno aumentando, superando quota 800 mila. Lo segnala la mappa della Johns Hopkins University rilevando che i contagi globali sono 800.049. Il numero delle vittime, invece, è 37.878. Per quando riguarda i guariti, si registrano 166.768 casi. Gli Usa sono il Paese con i maggior numero di casi attivi (164.610), seguiti dall’Italia (101.739) e dalla Spagna (87.956). E proprio il Paese iberico, con i nuovi 849 decessi registrati nelle ultime 24 ore, ha superato gli 8 mila morti e i 90 mila positivi totali dall’inizio dell’epidemia.

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SPAGNA, NUOVO PICCO: 8.189 MORTI E 94.417 CONTAGIATI

Secondo i dati di El Pais, la Spagna ha raggiunto un nuovo picco con 8.189 vittime e 94.417 casi totali. Un dato negativo, visto che negli ultimi cinque giorni il trend dei contagiati giornalieri era in calo. Il 31 marzo, però, si è registrata un’inversione di tendenza con 9.222 nuovi casi attivi.

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UNA BAMBINA DI 12 ANNI È MORTA IN BELGIO

In Belgio, invece, una bambina di 12 anni è morta per coronavirus. Lo hanno annunciato le autorità sanitarie locali stando a quanto scrive l’agenzia di stampa Belga. «È un evento molto raro ma che ci ha sconvolti», ha detto il virologo Emmanuel André nel corso della consueta conferenza stampa, scrive Le Soir. Lo stato di salute della giovane, risultata positiva al coronavirus, è peggiorato dopo tre giorni di febbre, ha aggiunto il virologo Steven Van Gucht.

L’ISTAT DEL REGNO UNITO CORREGGE AL RIALZO I DATI SUI MORTI

Nel Regno Unito, invece, l’Office for National Statistics (Ons), l’Istat dell’Uk, ha corretto al rialzo dei dati sui morti per coronavirus rispetto ai numeri forniti finora dal sistema sanitario nazionale (Nhs). L’Ons, infatti, ne aggiunge oggi alcune decine in più, inserendo nel totale anche i decessi avvenuti in casa con il Covid-19 indicato almeno come concausa. La nuova statistica, che l’Ons ha promesso da oggi con cadenza settimanale, è aggiornata solo al 20 marzo, dati i tempi di raccolta richiesti dalle procedure dell’ente. Indica comunque una somma di 210 vittime del coronavirus in Galles e Inghilterra, contro le 170 conteggiate fino ad allora nei soli ospedali (e salite nel frattempo a circa 1.300, Scozia e Ulster esclusi), come sottolinea il Guardian. Intanto continuano le polemiche sugli equipaggiamenti protettivi per medici e infermieri, promessi a milioni dal governo di Boris Johnson, ma non ancora arrivati in una parte di ospedali e ambulatori del Regno Unito, secondo le denunce delle associazioni di categoria.