La rivolta dei Popolari europei (senza italiani) contro Orban

Redazione
03/04/2020

Il premier ungherese replica ai 13 partiti del Ppe che avevano esortato l'espulsione di Fidesz: «Con tutto il rispetto non ho tempo per le fantasie degli altri».

La rivolta dei Popolari europei (senza italiani) contro Orban

Continua la battaglia nel Ppe per l’espulsione di Fidesz, il partito del premier ungherese Viktor Orban. Il primo ministro ha replicato al Ppe dopo che 13 partiti del centrodestra europeo avevano esortato l’espulsione di Fidesz. «Con tutto il rispetto non ho tempo per questo», ha scritto Orban a Antonio Lopez Isturiz White, segretario generale dei Popolari europei. «Non riesco ad immaginare come si possa avere tempo per fantasie sulle intenzioni degli altri Paesi», ha scritto, «sono pronto a discutere ogni questione una volta che la pandemia sarà finita». Ma «fino ad allora dedicherò tutto il mio tempo esclusivamente a salvare le vite del popolo ungherese».

LA RICHIESTA DI ESPULSIONE DA 13 PARTITI

«Vi suggerisco anche a voi di fare lo stesso», esorta il premier ungherese. «Il nostro mondo è sottosopra», scrive il leader di Budapest, «e tutti noi leader nel mondo ci stiamo concentrando nel prendere decisioni per proteggere la salute dei nostri cittadini». Ieri a chiedere l’espulsione del partito di Orban, Fidesz, dal Ppe sono stati gli esponenti di tredici partiti che fanno parte dei Popolari europei, tra cui anche il premier greco Kyriakos Mitsotakis e la premier norvegese Erna Solberg, in una lettera indirizzata al presidente del Ppe Donald Tusk. «I recenti sviluppi», si legge nella missiva, «hanno confermato la nostra convinzione che Fidesz, con le sue politiche attuali, non possa godere appieno dell’appartenenza al Partito popolare europeo». Nessuno dei partiti italiani nel Ppe (il principale è Forza Italia) ha firmato la lettera.