Il piano del Mise per riaprire le attività il 22 aprile

Redazione
17/04/2020

Non solo le Regioni del Nord. Anche il dicastero di Patuanelli morde il freno. Ma il Pd chiede prudenza. Mentre Azzolina assicura: le scuole resteranno chiuse.

Il piano del Mise per riaprire le attività il 22 aprile

Non solo le Regioni del Nord, anche il Ministero dello Sviluppo economico morde il freno. Secondo quanto riferito il 17 aprile dal quotidiano Repubblica, il dicastero guidato da Stefano Patuanelli sta lavorando infatti a un piano che prevede la riapertura, a partire dal 22 aprile, di quelle attività produttive che garantiscono i criteri sanciti nel protocollo di sicurezza approvato dalle parti sociali. La conditio sine qua non, dunque, sarebbe il rispetto rigorosissimo di tutte le misure volte a garantire il distanziamento sociale e la salute dei dipendenti.

IL MINISTRO SPERANZA CHIEDE DI ASPETTARE

I tempi sono molto stretti. Per il via libera alla riapertura il 22 aprile, servirebbe l’ok al dpcm entro il 20 aprile. Tutt’altro che scontato. Anche perché gli ostacoli, in questo senso, non mancano. Oltre ai sindacati, storce il naso anche la quota Pd del governo, che chiede massima prudenza, al pari del ministro della Salute Roberto Speranza. Per cui una riapertura delle attività potrebbe essere presa in considerazione non prima del 28 aprile, una settimana prima di quel 4 maggio che fissa – al momento – la fine del lockdown.

LE SCUOLE NON RIAPRIRANNO

Se dunque, all’indomani della designazione di Carlo Bonomi ai vertici di Confindustria, tiene banco il dibattito sulla ripartenza delle imprese, meno dubbi sembrano riguardare quella delle scuole. Che, almeno stando a quanto dichiarato dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina al Corriere della Sera, non riapriranno. Secondo Azzolina, si «allontana sempre di più la possibilità di riaprire a maggio, il governo prenderà a giorni una decisione». La ministra sottolinea che che anche se ci sarà per tutti la promozione, le pagelle saranno «vere», con i 4 e i 5. E per le famiglie ci sarà un aiuto con «un’estensione del congedo parentale e del bonus baby-sitter». Per la maturità «sarebbe auspicabile» l’esame a scuola.