Spunta l’ipotesi di taglio dell’orario di lavoro allo stesso stipendio

Redazione
05/05/2020

Nuove misure per la crisi coronavirus nel decreto maggio: abbattimento del muro di 40 ore, verso l'intesa sul reddito di emergenza, rinnovo della cassa in deroga per altre nove settimane. Come il governo sta rimodulando gli aiuti per chi è in difficoltà.

Spunta l’ipotesi di taglio dell’orario di lavoro allo stesso stipendio

E così la crisi scatenata dal coronavirus potrebbe portare una piccola grande rivoluzione, anche se temporanea: lavorare meno ma guadagnare lo stesso stipendio. L’ipotesi di abbattere il muro della settimana di 40 ore può arrivare già nel decreto maggio e comporterebbe la riduzione dell’orario e una conversione in formazione, magari puntando sul digitale, mantenendo però intatta la busta paga.

PIÙ CONVENIENTE DELLA CASSA A ZERO ORE

A dare uno sprone in questo senso anche la relazione della task force istituita presso il ministero dell’Innovazione, che anche per rispettare il distanziamento immagina il ricorso a una riduzione degli orari di lavoro, compensata dallo Stato. E comunque più conveniente rispetto al finanziamento della cassa integrazione a zero ore.

SERIE DI INCONTRI A PALAZZO CHIGI

L’ipotesi di sicuro piace ai sindacati, che il premier Giuseppe Conte ha chiamato a Palazzo Chigi proprio per illustrare i capisaldi del nuovo decreto, primo di una serie di incontri destinati a concludersi mercoledì in tarda mattinata con le imprese. Il provvedimento potrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri giovedì, o al massimo venerdì.

REDDITO DI EMERGENZA PER DUE-TRE MENSILITÀ

Intanto iniziano a prendere una forma definitiva alcuni interventi, dalle risorse per la medicina territoriale e gli ospedali Covid, che dovrebbero salire a oltre 3 miliardi, al sussidio per le famiglie in più in difficoltà: la maggioranza è vicina a un’intesa sul reddito di emergenza come norma a tempo, di due-tre mensilità, e che potrebbe cambiare nome in “contributo di emergenza” per rendere ancora più chiaro che si tratta di una misura temporanea e non strutturale.

BONUS PER GLI AUTONOMI, SOSTEGNO A COLF E BADANTI

Il nuovo decreto in deficit per 55 miliardi avrà come pilastro la protezione del lavoro, con rinnovo di Cig e cassa in deroga per altre nove settimane (per 14 miliardi), rinnovo del bonus per gli autonomi (che per il mese di maggio salirà per i più danneggiati a 1.000 euro) e nuovi sostegni a diverse categorie, a partire da colf e badanti. Per evitare una emorragia di posti di lavoro saranno congelati i licenziamenti per altri 3 mesi e prorogata la Naspi per altri due.