Postiamo gattini e facciamo morire i vecchi: ecco l’Italia

Peppino Caldarola
16/04/2020

Si considerano gli anziani sopravvissuti invadenti, privandoli dello status di cittadini. Il trattamento loro riservato in questa emergenza coronavirus è in linea con il filone più ignobile della nostra storia che ha demonizzato tutto il passato. Una crudeltà figlia di un Paese senza cultura.

Postiamo gattini e facciamo morire i vecchi: ecco l’Italia

Ricorderemo tante cose brutte di questi mesi e alcune cose belle (i medici, gli infermieri e tutti coloro che si sono dannati per la nostra sicurezza e poi i giovani disciplinati come forse nessuno si aspettava).

Ma di questo brutta storia del coronavirus ricorderemo anche la disumanità del dibattito e del trattamento concreto degli anziani, fino alle scelte delinquenziali in alcune case di riposo.

Non lo scrivo perché sono anziano. Sono un uomo in età con il privilegio di avere una bella compagna amorevole, due figli naturali e due acquisiti e tanti tanti amici. Il mio far parte della categoria più a rischio (età più patologie) non mi iscrive al partito di quelli che si lamentano. Per me la partita è pari e patta. Ma per gli altri?

LE CONSEGUENZE DELLA PANDEMIA

Noi usciremo da questa pandemia molto più poveri, con gente molto più disperata, con interi quartieri del Sud e del Nord pieni di affamati e con migliaia di vecchi che avranno, per la prima volta nella storia, la certezza che gli si chiede solo di morire. Il dibattito pubblico sulle frasi terribili dei governanti dei Paesi del Nord e gli esempi concreti, e concretamente italiani, di veri maltrattamenti di anziani catturati e tenuti in ostaggio nelle case di riposo richiederebbe una riflessione profonda. Qualunque cosa si pensi della morte (e io ho un atteggiamento amichevole), qualunque religione ci accompagni verso questo finale passaggio, per la prima volta in tempo di pace, cioè senza bombe e cannoni, ci si è rivolti agli anziani come a sopravvissuti invadenti. La loro solitudine, le terribili sofferenze finali della malattia, il disprezzo dei loro corpi quando la vita se ne è andata hanno reso più cinica questa società. Tutte le società, ma io penso alla nostra.

GLI ANZIANI HANNO PERSO LO STATUS DI CITTADINI

Non farò mia la retorica di chi pensa e scrive che stiamo perdendo una generazione che ha dato una bella prova di sé nella storia dell’Italia repubblicana. Neppure gli anziani sfortunati fanno parte del popolo di eroi. Il fatto terribile è che hanno smesso di far parte della categoria di “cittadini” e che questo avviene in un mondo in cui la maggiore potenza, gli Usa, si appresta a rieleggere o un 74enne fulvo o un 78enne di buoni propositi.

LA DEMONIZZAZIONE DEL PASSATO

Il trattamento subito dagli anziani è in linea col filone più ignobile della recente storia italiana. Quel filone che demonizzava tutto il passato, cancellava i libri di storia sostituendoli con le sentenze di alcuni tribunali, che opponeva ai ragazzi le generazioni che, grazie al proprio lavoro, avevano conquistato una pensione che serviva persino ai ragazzi per vivere o sopravvivere. La crudeltà diffusa verso gli anziani è figlia di un Paese senza cultura, che la sta perdendo o forse l’ha persa. È tutto un talent, anche la scelta della classe dirigente politica. Rocco Casalino non è salito così in alto per caso. Ecco perché non ho paura di una crisi della democrazia, ma ho paura che una risata ci seppellirà senza una rivoluzione che ci liberi.