Come combattere il colpetto di Stato delle destre

Peppino Caldarola
30/04/2020

C'è un progetto eversivo spinto dalla rivolta delle Regioni. Con Salvini che vuole sostituire Conte in piena epidemia di coronavirus. Mentre nel Paese cova un senso di ribellione. Solo Zingaretti e Mattarella possono richiamare al rispetto delle regole.

Come combattere il colpetto di Stato delle destre

Temo si stia sottovalutando l’enorme progetto eversivo che è in atto con la rivolta delle Regioni, soprattutto del Nord, guidate, pensate un po’, dalla Calabria di Jole Santelli, donna di passioni, democratica, sicuramente non guidata, in questo caso, da Silvio Berlusconi ma spinta da quel nemico dell’Italia che dirige la Lega che, memore del “boia chi molla”, vuole immolare truppe meridionali per il suo assalto a Palazzo Chigi.

IN LOMBARDIA DUE SOLDATINI DI SALVINI

L’obiettivo è far cadere Giuseppe Conte e di farlo cadere nel pieno dell’epidemia coronavirus. Non dopo, ora e subito. Hanno da tempo cominciato la rivolta alcune regioni del Nord, segnatamente la Lombardia diretta da due personaggi politicamente e amministrativamente incapaci, guidati come soldatini da Matteo Salvini. Ora che siano a un passo da una specie di accordo europeo, a una fase presentata mediaticamente male ma reale di fuoriuscita dalla fase 1, c’è l’attacco finale.

DRAGHI NON SI FACCIA FREGARE DAI DUE MATTEI

Deve essere chiaro, e sono con vinto che lo sia, soprattutto a Mario Draghi, che essere portato al governo da Matteo Renzi e Matteo Salvini è un brutto viatico. Caro Draghi, la stanno “mascariando”, rifiuti. Lei è quello che è, quei due sono due facinorosi. Il danno per il Paese è già enorme. Cova un senso di ribellione profondo. Non è vero che in questi due mesi gli italiani si siano pacati. Si sono incazzati. E hanno ragione.

Mario Draghi (Getty Images).

INTANTO LE BANCHE FANNO LE BELLE STATUINE

Non troveranno i loro negozi e le loro attività, come si è visto andranno nelle mani di usurai perché le banche fanno le belle statuine e in più non si sentiranno tranquilli di fronte a un virus che continua a girare ferocemente fra di noi.

QUESTA DESTRA DIFFAMA L’ITALIA

Conte ha commesso troppi errori. Troppi “io”, troppa poca sostanza. Servivano silenzio e mascherine, silenzio e tamponi, silenzio e ventilatori, silenzio e assunzioni di medici. Non è dalla tivù che si scaccia il coronavirus. La destra non gli perdona il tradimento perché ancora non vuol vedere che se è cascata dal governo è stata colpa di un leader ubriaco fradicio. E da allora attacca, non fa proposte, diffama l’Italia – lo fa anche Renzi – pur di far cadere Conte.

I deputati della Lega hanno occupato l’aula di Montecitorio.

OPERAZIONE DI AVVELENAMENTO DEI POZZI

È una guerra senza limiti che non ha un primo tempo – salviamo il Paese – e un secondo tempo – ora facciamo i conti. Vogliono avvelenare i pozzi e contano anche su una pubblica opinione stanca di ministri e sottosegretari che parlano a vanvera (gli affetti stabili, gli amici ma veri eccetera, ma state un po’ zitti!).

ZINGARETTI DEVE IMPORRE IL RISPETTO DELLE REGOLE

La partita è nelle mani di due sole persone. La prima è un capo politico, Nicola Zingaretti. Lo descrivono come lento e timoroso. Io lo stimo. Si è comportato bene. Ora ponga l’ultimatum, chiami lui i partiti, tutti, e dica a tutti, con chiarezza, che per alcuni mesi si rispettano le regole, si discute ma si rispettano le regole e che le Regioni, per come sono, si stanno rivelando la peggiore riforma repubblicana. Viva i sindaci!

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

MATTARELLA A DIFESA DELLO STATO UNITARIO

Se Zingaretti convince i suoi contraddittori all’armistizio bene, sennò scateni una guerra mondiale nel Paese raccontando tutto sulla Lega, cosa che andrà comunque fatta in campagna elettorale. La Lega di Salvini va indicata come la disgrazia dell’Italia. Il presidente Sergio Mattarella, che è il capo delle Forze armate, generosamente impegnate durante la pandemia, dica alle Regioni rivoltose che non accetterà che si rompa lo Stato unitario. La ricreazione è finita.