Il coronavirus si è portato via anche Luis Sepulveda

Redazione
16/04/2020

Lo scrittore cileno. 70 anni, era ricoverato da fine febbraio a Oviedo, in Spagna, dopo aver contratto l'infezione. Rivoluzionario, arrestato e poi costretto all'esilio durante la dittatura di Pinochet, aveva dato vita al Salone iberoamericano di Gijon.

Il coronavirus si è portato via anche Luis Sepulveda

Lo scrittore cileno Luis Sepulveda, 70 anni, è morto il 16 aprile a causa del corovavirus. Da fine febbraio era ricoverato a Oviedo, in Spagna, dopo aver contratto l’infezione.

Sepulveda aveva presentato i primi sintomi del Covid due giorni dopo il rientro da un festival letterario a Póvoa de Varzim, in Portogallo. Il contagio è stato confermato il primo marzo dalle autorità sanitarie delle Asturie, che con Sepulveda adesso registrano il loro primo caso di coronavirus. A confermare la notizia ai media è stata la moglie, la poetessa Carmen Yanez.

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PRIMA CITTADINO, POI SCRITTORE

Uomo dalle formidabili passioni e autore di bestseller che si sentiva «cittadino prima che scrittore», Luis Sepulveda era atteso in Italia per parlare di Coraggio al festival dei piccoli e medi editori ‘Più libri più liberi’, cancellato per la pandemia. Lo scrittore cileno aveva conquistato la scena internazionale con Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, pubblicato in Italia nel 1993, e Storia di una gabbianella e di un gatto che le insegnò a volare, diventata un film d’animazione per la regia Enzo D’Alò, che lo ha consacrato come scrittore non solo per un pubblico adulto ma per tutte le età.

L’ESILIO DURANTE LA DITTATURA DI PINOCHET

Combattente, arrestato due volte e condannato all’esilio durante la dittatura di Pinochet, nemico del neoliberismo, ecologista convinto, Sepulveda, che aveva riottenuto la cittadinanza cilena nel 2017, ha lottato controil virus fino all’ultimo all’spedale Universitario di Oviedo, nelle Asturie dove viveva dal 1996, a Gijon, con la moglie Carmen Yáñez, poetessa cilena e grande amore di una vita.

L’AMORE PER L’ITALIA

Lo scorso ottobre aveva compiuto 70 anni festeggiati a Milano con un evento organizzato dalla sua casa editrice italiana, Guanda. Innamorato del nostro Paese dove le sue opere hanno superato complessivamente gli 8 milioni di copie vendute ha vinto il Premio Hemingway per la Letteratura, il Premio Chiara alla carriera ed è stato insignito di una Laurea Honoris Causa in Lettere dall’Università di Urbino.

IL SOGNO DI DIVENTARE CALCIATORE E POI L’INCONTRO CON GLORIA (E LA POESIA)

Nato a Ovalle il 4 ottobre del 1949, era cresciuto in un quartiere proletario di Santiago del Cile e a 13 anni sognava di diventare un calciatore ma l’incontro con Gloria, «la ragazza piu’ bella del mondo» gli fece prendere un’altra direzione, verso la poesia che era la cosa che lei amava di più. Così diventò un fervido lettore di Garcia Lorca, Antonio Machado e Gabriela Mistral, prima donna latinoamericana a vincere il Nobel per la letteratura nel 1945. Durante la presidenza di Salvador Allende si era iscritto al Partito Socialista ed era entrato a far parte della guardia personale del Presidente cileno. Arrestato nel 1973 dopo il colpo di Stato con cui si era instaurata la dittatura di Pinochet, era stato liberato sette mesi dopo per le pressioni di Amnesty International ma, un nuovo arresto lo aveva condannato all’esilio. Nel 1979 in Nicaragua si era unito alle Brigate Internazionali Simon Bolivar. In Europa si era stabilito dopo la fine della rivoluzione, prima ad Amburgo e poi in Francia. «Sono un apolide. Ero ad Amburgo nel 1986 quando mi hanno rubato la cittadinanza», aveva raccontato nel 2017. Tra il 1982 e il 1987 è stato membro dell’equipaggio su una nave di Greenpeace.

GLI AMICI TONINO GUERRA E GARCIA MARQUEZ

Scrittore bestseller che credeva nella potenza della parola e di un certo giornalismo letterario, Sepulveda è l’autore di libri come Il mondo alla fine del mondo, La frontiera scomparsa, Diario di un killer sentimentale, Patagonia Express, Le rose di Atacama. Ma anche di Storie ribelli in cui ha ripercorso oltre 40 anni di vicende personali e corali e della preziosa raccolta di articoli Ingredienti per una vita di formidabili passioni in cui troviamo il Sepulveda privato e politico. In cui insieme al difficile passato cileno, all’esilio, ai viaggi, fra cui quello nel deserto di Atacama, troviamo i ricordi del primo bacio e degli amici e maestri come Tonino Guerra «formidabile, eterno ragazzo», il gigante Gabo-Gabriel Garcia Marquez e Pablo Neruda che cominciò a morire quando «l’orrore del fascismo si impadroniva del Cile». Con Bruno Arpaia ha scritto Raccontare, resistere e con Carlo Petrini Un’idea di felicità. Il suo ultimo romanzo pubblicato in Italia è La fine della storia.

LE FAVOLE E IL SOSTEGNO AGLI SCRITTORI LATINOAMERICANI

L’ultima favola è invece Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa. La produzione favolistica era iniziata nel 1997 con Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare cui sono seguite fra l’altro Storia di un topo e del gatto che diventò suo amico e Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà. «Delle mie favole sono sempre protagonisti animali e questo, come accadeva in quelle antiche, ti permette di vedere da lontano il comportamento umano per comprenderlo meglio», aveva detto lo scrittore all’Ansa. Con Guanda aveva dato vita a una collana di narrativa ‘La frontiera scomparsa‘ per scrittori spagnoli e latinoamericani e a lui si deve la nascita del Salone Iberoamericano di Gijon.