Per convincere i cittadini a usare le app serve la verità: la privacy è già persa

Redazione
21/04/2020

Il 55% dei cittadini Usa non vuole far conoscere gli spostamenti per favorire il tracciamento digitale dei contagi da coronavirus. I governo dovrebbero avere il coraggio di spiegare siamo già nel mondo della sorveglianza digitale. Lo faranno? L'intervento di Zingales, Benmelech e Sapienza per ProMarket.

Per convincere i cittadini a usare le app serve la verità: la privacy è già persa

di Efraim Benmelech, Paola Sapienza e Luigi Zingales

Il numero di vittime quotidiane da Covid-19 inizia a ridursi e cresce il desiderio di riaprire l’economia e di passare a una “fase 2” nelle politiche di risposta al Coronavirus. In assenza di un vaccino disponibile o di un cocktail di farmaci antivirali efficace, test e tracciamento sono due degli strumenti più importanti di cui disponiamo per gestire la riapertura dell’economia. 

L’ESEMPIO DI COREA DEL SUD E ISRAELE

Corea del Sud e Israele stanno già tracciando gli spostamenti grazie ai dati di localizzazione geografica dei cellulari. Alcuni Paesi europei valutano di seguire la stessa strada. Certo, ci sono dei problemi tecnici, ma anche qualora venissero superati il successo di questo approccio dipende dalla collaborazione dei cittadini che non può essere ottenuta soltanto con la forza. Una edizione speciale del Chicago Booth-Kellogg School Financial Trust Index dimostra che i governi hanno parecchio da fare. 

LA RICERCA SULLA DISPONIBILITÀ DEI CITTADINI A COLLABORARE

La ricerca, condotta tra lunedì e martedì della scorsa settimana su un campione rappresentativo di 1000 americani, contiene notizie sia buone che cattive sulla disponibilità dei cittadini di collaborare a queste politiche di test e tracciamento. 

SÌ AL DISTANZIAMENTO SOCIALE, MA NON SI RINUNCIA ALLA PRIVACY

La buona notizia è che gli americani stanno rispettando il distanziamento sociale: il 79 per cento dichiara di indossare la mascherina per andare a fare la spesa, il 60 per cento non ha contatti con più di due persone oltre ai familiari, il 63 per cento ha lavorato da casa o comunque non è uscito dalla propria abitazione. La cattiva notizia è che la maggioranza degli americani non è disposta a rinunciare alla propria privacy per autorizzare una qualche forma di monitoraggio digitale. 

IL 55% NON È DISPOSTO A USARE L’APP PER IL TRACCIAMENTO

Il 34 per cento si dice disposto a usare una app che traccia gli spostamenti se questo riduce la durata della quarantena forzata di due settimane. La percentuale sale al 45 per cento se il beneficio fosse una riduzione di due mesi. Eppure il 55 per cento delle persone non ha alcuna intenzione di autorizzare il governo a tracciare i propri spostamenti anche se questo rifiuto dovesse costringere tutti a stare in casa due mesi in più. 

SOLO IL 6% METTE LA LIBERTÀ SOPRA IL RISCHIO CONTAGIO

Questo riusultato è particolarmente interessante visto che soltanto il 6 per cento degli intervistati dice che tutelare la libertà personale è più importante che proteggere gli altri dal rischio di essere contagiati dal virus. 

SERVONO REGOLE PER CONVINCERE I CITTADINI

Se il governo vuole passare alla “fase 2”, deve prima di tutto convincere le persone che non abuserà del proprio potere. Così come ci sono regole rigide per autorizzare intercettazioni telefoniche e altre regole altrettanto rigide per disporre delle informazioni raccolte, il governo dovrebbe introdurre procedure analoghe per fare ricorso al tracciamento digitale. Se non si supera la diffidenza dei cittadini, non c’è speranza che questa misura possa funzionare. 

TUTTI NOI ABBIAMO GIÀ PERSO LA NOSTRA PRIVACY

La cosa più importante, però, è che il governo americano dica la verità: tutti noi abbiamo già perso quella privacy che ora ci preoccupiamo di proteggere. L’abbiamo persa quando abbiamo accettato alla cieca le condizioni di utilizzo che Facebook, Google e altre piattaforme ci hanno sottoposto. Siamo già seguiti, spiati, ascoltati in ogni istante delle nostre vite, così da permettere agli inserzionisti pubblicitari di offrire pubblicità più mirate sulle nostre preferenze. 

ACCETTARE UN PASSO FAUSTIANO

Soltanto se il governo spiegherà quanta poca privacy è rimasta agli americani i cittadini accetteranno il patto faustiano loro proposto: tracciamento degli spostamenti in cambio di una più rapida riapertura dell’economia. Le conseguenze di questo comportamento del governo potrebbero essere molto positive per l’economia in generale, ma potenzialmente devastanti per quei settori che si sono arricchiti sfruttando la sorveglianza digitale già in atto nei nostri Paesi. 

AVRANNO IL CORAGGIO DELLA VERITÀ?

Il presidente degli Stati Uniti e tutto il governo avranno il coraggio di essere onesti con i cittadini e spiegare loro quanta privacy hanno già perso?  Solo così potranno salvare l’economia.  

La versione originale di questo articolo è stata pubblicata su ProMarket.org, la testata digitale dello Stigler Center.