Coronavirus, #WeAreInThisTogether chiede maggiore solidarietà all’Ue

Redazione
02/04/2020

La petizione è rivolta non soltanto ai governi nazionali degli Stati membri ma anche alle istituzioni dell'Unione europea. Tra i temi, uno scudo di protezione finanziaria, una linea di credito Sanitaria nel Mes, la creazione di European Health Bonds e come tornare alla normalità, tramite un piano sostenibile.

Coronavirus, #WeAreInThisTogether chiede maggiore solidarietà all’Ue

L’emergenza coronavirus ha messo in ginocchio l’Europa. In un momento di crisi come questo, c’è chi chiede una maggiore solidarietà a livello comunitario. «In questo momento non possiamo permetterci di essere divisi», si legge nella petizione #WeAreInThisTogether, pubblicata il primo aprile, «è il momento di restare uniti e lottare per un futuro comune e migliore». L’appello è stato lanciato da personalità italiane e tedesche, come l’ex ministro Fabrizio Barca e l’ex presidente dell’Inps Tito Boeri, e rivolto non soltanto ai governi nazionali degli Stati membri ma anche alle istituzioni dell’Unione europea.

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SCUDO DI PROTEZIONE FINANZIARIA E LINEA DI CREDITO SANITARIA NEL MES

Le richieste sono quattro. Per prima cosa, la Bce deve «inviare segnali chiari ai mercati finanziari che speculare contro singoli Stati membri è insensato» e che «necessitiamo di uno scudo di protezione finanziaria completo per l’Europa e l’Eurozona». Secondo punto: l’ «apertura immediata di una linea di credito Sanitaria nel Mes», ma solo a patto che «i fondi concessi vengano impiegati in categorie di programmi sanitari chiaramente definite, senza alcuna ulteriore condizione imposta».

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EUROPEAN HEALTH BONDS E RIPRESA SOSTENIBILE

Altro tema, «l’emissione di European Health Bonds (Titoli obbligazionari europei a supporto della Sanità)», in quanto è «necessaria una condivisione degli oneri» poiché la pandemia sta colpendo tutti i Paesi dell’Ue. Ma determinate condizioni: i bond devono avere «un obbiettivo comune, chiaro, definito e soggiacente a linee guida stipulate congiuntamente». Ultimo punto: un pensiero alla ripresa. «Dovremmo comunque iniziare ad approntare le misure necessarie per tornare a un normale funzionamento delle nostre società e delle nostre economie», si legge nella petizione, «con un tasso di sviluppo economico sostenibile, e integrando, tra l’altro, la transizione verde, la trasformazione digitale e traendo tutti gli insegnamenti possibili da questa crisi. Ciò richiederà una strategia di uscita coordinata, un piano di ripresa globale e una quantità di fondi mai prima d’ora investiti».