Gaza, corrispondente di Al Jazeera perde l’intera famiglia in un raid israeliano

Redazione
27/10/2023

Il giornalista Wael Al-Dahdouh ha perso la moglie, il figlio Mahmoud di 15 anni, la figlia Sham di sette e il nipote, Adam, di appena 18 mesi. Il nucleo si trovava nei pressi di un campo profughi della Striscia bombardato da Tel Aviv. Dal 7 ottobre sono morti circa 7 mila palestinesi, di cui 3 mila bambini.

Gaza, corrispondente di Al Jazeera perde l’intera famiglia in un raid israeliano

Al Jazeera ha reso noto che mercoledì 25 ottobre la famiglia di un proprio giornalista, Wael Al-Dahdouh, è stata uccisa da un raid israeliano su Gaza. Il cronista ha perso la moglie, il figlio Mahmoud di 15 anni, la figlia Sham di sette e il nipote, Adam, di appena 18 mesi. Tutti si trovavano nei pressi di un campo profughi di Gaza bombardato da Tel Aviv.

La scoperta mentre stava documentando la guerra in diretta

Il giornalista ha appreso la tragica notizia mentre stava lavorando in diretta su Al Jazeera, l’emittente tv del Qatar per la quale lavora come corrispondente e capo ufficio di Gaza, raccontando quotidianamente la drammatica situazione all’interno della Striscia. La sua famiglia si trovata nella propria casa quando il raid ha colpito il campo profughi di Nuseirat, nel Sud della Striscia. Si trovavano lì dopo aver lasciato la loro casa nel Nord in seguito all’ordine di evacuazione di Israele. La sorte toccata alla sua famiglia è la medesima subìta da 7 mila palestinesi, di cui quasi 3 mila bambini nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre, giorno dell’attacco terroristico di Hamas contro Israele. Secondo le Nazioni Unite, nella Striscia il 42 per cento delle unità abitative sono state danneggiate oppure distrutte.

Al-Dahdouh: «Non esiste assolutamente un posto sicuro a Gaza»

I filmati pubblicati online mostrano Al-Dahdouh in lacrime in ospedale, con in braccio quello che sembra essere il corpo della figlia Sham, e in ginocchio quello del figlio Mahmoud. «Non esiste assolutamente un posto sicuro a Gaza», ha detto in un’intervista ad Al Jazeera. L’emittente tv ha affermato di essere «profondamente preoccupata per la sicurezza e il benessere dei nostri colleghi a Gaza, e di ritenere le autorità israeliane responsabili della loro sicurezza», e ha invitato «la comunità internazionale a intervenire e a porre fine a questi attacchi contro i civili, salvaguardando così vite innocenti». Secondo il Comitato per la Protezione dei Giornalisti, almeno 24 giornalisti sono stati uccisi finora nell’ultimo conflitto tra Israele e Hamas.

Corrispondente di Al Jazeera a Gaza perde l'interna famiglia sotto un raid israeliano
Wael Al-Dahdouh al funerale della sua famiglia e di altri palestinesi rimasti uccisi nel raid (Getty Images).

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Idf: «Nell’area presenti infrastrutture di Hamas»

Le forze di difesa israeliane hanno confermato di aver effettuato un attacco nell’area in cui sono stati uccisi membri della famiglia di Al-Dahdouh, riferendo di aver colpito il campo profughi di Nuseirat per la presenza di infrastrutture di Hamas. Giornalisti nei pressi di Nuseirat hanno riferito che il bombardamento ha colpito un mercato di beni alimentari che aveva da poche ore ricevuto degli aiuti umanitari da parte da una delle agenzie delle Nazioni Unite, la UNRWA.

Wael Al-Dahdouh è già tornato sul campo: «È mio dovere»

Il reporter, ad appena 24 ore dalla morte della sua famiglia, ha pubblicato un video in cui ha ringraziato tutti per i messaggi di cordoglio ricevuti, facendo sapere di essere già tornato sul campo, in quanto «è mio dovere tornare nonostante il mio dolore e le ferite sanguinanti», perché «come potete vedere continuano incessanti gli attacchi aerei», ha detto riferendosi alla scena su Gaza alle sue spalle.