Corte d’Appello di Milano: «Illegittime le trascrizioni dei figli delle coppie di donne»

Redazione
06/02/2024

Viene ribaltata la sentenza di primo grado di giugno scorso, che riconosceva gli atti di nascita in cui venivano registrate sia la madre biologica sia quella intenzionale. Il caso riguarda tre famiglie milanesi che avevano fatto ricorso alla procreazione assistita all'estero.

Corte d’Appello di Milano: «Illegittime le trascrizioni dei figli delle coppie di donne»

La sezione famiglia della Corte d’Appello civile di Milano ha accolto il ricorso della procura milanese, contro i decreti del Tribunale di giugno scorso, dichiarando illegittima la trascrizione della madre intenzionale negli atti di nascita dei figli di tre coppie omogenitoriali femminili del Comune di Milano, che avevano fatto ricorso alla procreazione medicalmente assistita all’estero. Di fatto, quindi, sull’atto di nascita viene riconosciuta la madre biologica, mentre a quella intenzionale rimane la sola strada dell’adozione in casi particolari. Lo stesso avviene per le famiglie composte da due uomini che ricorrono alla gestazione per altri.

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La Corte d’Appello: «La materia richiede l’intervento del Legislatore»

I giudici di secondo grado hanno dichiarato illegittime le iscrizioni «sul Registro degli atti di nascita della doppia maternità del bambino», sostenendo che «la materia di cui si tratta richiede l’intervento del Legislatore, unico soggetto capace di operare un articolato disegno normativo idoneo a declinare in modo corretto i diritti dei soggetti coinvolti nella vicenda procreativa umana medicalmente assistita, realizzando il bilanciamento di diritti di rango costituzionale che non devono venire a trovarsi in conflitto tra loro, ivi inclusi quelli del nascituro, soggetto capace di diritti, nel suo essere e nel suo divenire». Secondo i giudici il potere e il dovere di legiferare su questo tema, insomma, spetta alla politica.

Corte d'Appello di Milano: «Illegittime le trascrizioni dei figli delle coppie di donne»
Una manifestazione del 2023 a Roma delle famiglie Lgbtq+ (Imagoeconomica).

A sollecitare l’annullamento è stata la lettera del ministero degli Interni ai sindaci

Come ricorda il Corriere della Sera, a chiedere l’annullamento dei tre atti di nascita nei mesi scorsi erano stati la pm Rossana Guareschi e il procuratore Marcello Viola, seguendo il sollecito del ministro degli Interi Matteo Piantedosi che aveva scritto ai sindaci. Sulla stessa scia, la procura di Padova a giugno aveva deciso di impugnare tutti e 33 gli atti di nascita con cui il sindaco Sergio Giordani, dal 2017 a oggi, ha riconosciuto bambine e bambini come figli di coppie omogenitoriali.