Corte Costituzionale, Lattanzi nuovo presidente

Redazione
08/03/2018

Giorgio Lattanzi è il nuovo presidente della Corte Costituzionale. È stato eletto all'interno del collegio dei giudici con 12 voti...

Corte Costituzionale, Lattanzi nuovo presidente

Giorgio Lattanzi è il nuovo presidente della Corte Costituzionale. È stato eletto all'interno del collegio dei giudici con 12 voti e una scheda bianca. Era assente per impegni all'estero il giudice Giuliano Amato. Sono stati nominati vicepresidenti i giudici Carosi, Cartabia e Morelli.

IL PROFILO DI LATTANZI. Il suo profilo? «Preoccupazione indiscutibile» per i venti di odio razziale che spirano nel Paese. «Ottimismo» rispetto all'attuale impasse politica, con la convinzione che, «con un tempo necessario, le soluzioni si troveranno». Apertura verso un mondo carcerario attento ai diritti. Consapevolezza dei tentativi di «negare sul piano politico» i fenomeni mafiosi che interessano anche Paesi stranieri.

CLASSE 1939. Lattanzi, che ha 79 anni, resterà in carica un anno e 9 mesi, quando terminerà il mandato come giudice della Consulta. Quella che emerge dalle sue parole è una Corte che si vuole aprire ai cittadini, mentre permane «una frattura tra le istituzioni e le persone che spesso dipende dalla istituzioni che non sanno più parlare a chi vorrebbe ascoltare».

LE POLEMICHE SULLA RAZZA. Il razzismo, l'odio che sembra rimontare? «Non so se si possa parlare di pericolo, ma senz'altro si può parlare di preoccupazione indiscutibile. C'è stata una polemica», osserva Lattanzi, «sull'eliminazione del termine razza dalla Costituzione: è bene che il termine razza rimanga, non perché esistano le razze, ma perché esiste il razzismo».

IL NODO DELLE CARCERI. Se c'è una spia del livello di democrazia di un Paese, questo è lo stato delle carceri. Un provvedimento del governo puntava a incentivare le misure alternative, ma l'aria politica non è quella giusta e a un soffio dall'approvazione quel testo resterà nel cassetto. «Non entro nel merito», ha premesso Lattanzi, «ma non posso non rilevare che alcune polemiche securitarie» sul tema carceri «mi sembrano francamente ingiustificate. La pena non è solo il carcere e le misure alternative sono anch'esse pene con caratteristiche diverse, a volte più funzionali del carcere». L'altra faccia della medaglia è che «accanto alle leggi, servono strutture adeguate: la rieducazione dei detenuti richiede trattamenti che con la nostra realtà carceraria non siamo in grado di realizzare».

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