La Corte di Strasburgo condanna l’Italia per Ilva e caso Knox

24 Gennaio 2019 10.20
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La Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito che l'Italia ha violato il diritto alla difesa di Amanda Knox, la ragazza americana coinvolta nell'omicidio di Meredith Kercher e poi assolta. La violazione è avvenuta, secondo i giudici di Strasburgo che hanno accolto il suo ricorso, durante l'interrogatorio del 6 novembre 2007. La Corte, tuttavia, non ha trovato prove che confermino i maltrattamenti da parte della polizia durante lo stesso interrogatorio. Con una seconda sentenza la Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito che «il persistente inquinamento causato dalle emissioni dell'Ilva ha messo in pericolo la salute dell'intera popolazione che vive nell'area a rischio». Le autorità nazionali, inoltre, «non hanno preso tutte le misure necessarie per proteggere efficacemente il diritto al rispetto della vita privata dei ricorrenti».

VERSAMENTO DI 18.400 EURO PER IL CASO KNOX

Per quanto riguarda il caso Knox, la Corte ha condannato l'Italia a pagare 10.400 euro per danni morali, più altri 8 mila di spese legali. Knox aveva chiesto 500 mila euro per i danni morali e più di 2 milioni di euro per le spese legali sostenute dai suoi genitori. La sentenza diventerà definitiva solo tra 90 giorni, se le parti non ricorreranno in Appello. Luciano Ghirga, avvocato della ragazza americana, si è detto soddisfatto: «È una decisione importante».

NESSUN RISARCIMENTO PER I TARANTINI, ANCHE SE HANNO VINTO IL RICORSO

Per quanto riguarda invece il caso Ilva, il ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo era stato presentato nel 2013 e nel 2015 da 180 persone che vivono o sono vissute a Taranto o nelle zone vicine. La Corte, tuttavia, ha ritenuto che la condanna dell'Italia costituisca in sé una soddisfazione sufficiente per i danni morali, mentre ha ordinato il versamento di 5 mila euro ai ricorrenti per le spese legali.

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