Cortei pro-Palestina nel Giorno della memoria, Piantedosi: «Sarà chiesto il rinvio»

Redazione
25/01/2024

Il ministro dell’Interno sollecita il differimento delle manifestazioni in programma nel giorno dedicato alle vittime della Shoah: «Laddove non succedesse per volontà degli organizzatori, faremo valutazioni». Quello che sta per arrivare si prospetta come il 27 gennaio più divisivo di sempre.

Cortei pro-Palestina nel Giorno della memoria, Piantedosi: «Sarà chiesto il rinvio»

Il governo prevede di chiedere il rinvio delle manifestazioni pro-Palestina in programma sabato 27 gennaio, in concomitanza con il Giorno della memoria, ricorrenza che ogni anno commemora le vittime dell’Olocausto. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: «Confido nelle autorità di pubblica sicurezza, specie a Roma e Milano, che stanno incontrando gli organizzatori per vedere se differire le manifestazioni in altri giorni, non per negare un diritto, ma per renderle compatibili con i nostri valori. Laddove non succedesse per volontà degli organizzatori,, faremo le nostre valutazioni e adotteremo i provvedimenti di conseguenza».

Cortei pro-palestina nel Giorno della memoria, il ministro dell'Interno Piantedosi: «Sarà chiesto il rinvio».
Matteo Piantedosi (Imagoeconomica).

Da una parte il ricordo delle vittime della Shoah, dall’altra i cortei per il popolo di Gaza

Quello che sta per arrivare si prospetta come il 27 gennaio più divisivo di sempre. Da una parte il ricordo delle vittime della Shoah, dall’altra le annunciate manifestazioni di sostegno al popolo di Gaza da parte di studenti e comunità palestinese, che secondo quella ebraica non dovrebbero essere autorizzate. «La nostra Shoah è Gaza. Per questo scendiamo in piazza il Giorno della Memoria», ha già messo in chiaro Yousef Salman, responsabile della comunità palestinese di Roma e del Lazio. Per il presidente della comunità ebraica di Roma, Victor Fadlun, la manifestazione pro-Palestina indetta nella Capitale il 27 gennaio «sarebbe una sconfitta per tutti».

Cortei pro-palestina nel Giorno della memoria, il ministro dell'Interno Piantedosi: «Sarà chiesto il rinvio».
Cortei pro-palestina (Getty Images).

Piantedosi: «Le manifestazioni possono essere compresse o limitate solo per motivi seri di ordine pubblico»

«Abbiamo sempre detto che la libertà di manifestazione del pensiero ha una sua sacralità intrinseca. Qui non si tratta di contestare la politica estera di Israele, la politica del governo di Israele, ma si tratta dei valori sanciti dallo Stato, quindi la commemorazione della Shoah e di tutto ciò che la riguarda», ha spiegato Piantedosi: «Le manifestazioni possono essere compresse o limitate solo se ci sono motivi seri di ordine pubblico. Ci sono valutazioni in corso». Le parole del ministro dell’Interno hanno ricevuto il plauso del senatore leghista Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato: «Quella dei promotori è un’evidente provocazione contro il popolo ebraico e le vittime della Shoah, che rischia di determinare anche seri problemi di ordine pubblico. Già altre volte in queste occasioni abbiamo visto bruciare bandiere di Israele o compiere atti di vandalismo antisemita. Sarebbe inaccettabile che qualcosa del genere accadesse nel nostro Paese, proprio mentre il mondo intero commemora i circa sei milioni di ebrei uccisi nei campi di sterminio nazisti».