Cosa dice il 14esimo emendamento della Costituzione Usa con cui Trump è stato escluso dalle Primarie in Colorado

L'ex presidente americano è stato considerato ineleggibile per i fatti di Capitol Hill: una sentenza storica che riesuma una norma del 1868 pensata per impedire ai sostenitori della secessione di essere eletti. Nel testo è prevista l'impossibilità di candidarsi per chi «abbia preso parte a un’insurrezione o ribellione».

Il papabile candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti d’America, ed ex inquilino della Casa Bianca, Donald Trump, è stato escluso in Colorado dal voto delle Primarie repubblicane. La decisione, presa dalla Corte Suprema dello Stato, è figlia dell’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021 e prevede l’applicazione del 14esimo emendamento della Costituzione Usa. Si tratta di una novità assoluta nella storia degli Stati Uniti d’America, con Trump che diventa il primo candidato alla presidenza della storia ad essere considerato ineleggibile da una Corte. C’è da dire che il Colorado è uno Stato storicamente democratico e, dunque, la vittoria sarebbe verosimilmente andata a Joe Biden, anche lui in corsa per la presidenza, ma la decisione adottata potrebbe comunque compromettere il percorso di Trump verso le elezioni del 5 novembre 2024.

Capitol Hill
Capitol Hill (Imagoeconomica).

Cosa prevede il 14esimo emendamento Usa

Il 14esimo emendamento degli Stati Uniti d’America è stato introdotto nel 1868, poco dopo la fine della Guerra di secessione, con la sua terza parte che recita: «Nessuno potrà essere senatore o rappresentante nel Congresso, o elettore per il presidente e il vicepresidente o potrà ricoprire una qualsiasi carica, civile o militare se, avendo prestato giuramento di difendere la costituzione degli Stati Uniti, abbia preso parte a un’insurrezione o ribellione». Questa parte era stata inserita, nel più ampio senso dell’emendamento rivolto alla tutela dei diritti di cittadinanza e delle pari tutele delle leggi, per evitare che i sostenitori della causa confederata assumessero delle cariche pubbliche. Una legge molto antica, dunque, che fino a oggi non era mai stata applicata nei confronti di un candidato alla presidenza del Paese, tanto meno di un ex presidente che cerca la rielezione. Entrando più nel dettaglio, il 14esimo emendamento è stato applicato solo altre due volte nella storia degli Stati Uniti d’America.

Foto segnaletica di Donald Trump
Foto segnaletica di Donald Trump (Imagoeconomica).

La decisione della Corte Suprema del Colorado

Al centro della decisone presa dalla Corte Suprema del Colorado c’è, come detto, l’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021, nel quale molti sostenitori di Trump fecero irruzione nel palazzo del parlamento statunitense dopo aver ascoltato un comizio del Tycoon tenutosi a poche centinaia di metri dal Campidoglio. Per quella vicenda l’ex presidente degli Stati Uniti è finito sotto processo, che però deve ancora celebrarsi, con la Corte Suprema del Colorado che ha dunque anticipato i tempi dichiarando, con la sua scelta, che Trump abbia avuto un ruolo attivo nei fatti del 6 gennaio 2021. Da questo passaggio deriverebbe l’ineleggibilità dell’ex presidente Usa nelle Primarie 2024. La scelta della Corte Suprema del Colorado è stata approvata con quattro voti favorevoli e tre contrari, dopo che un piccolo gruppo di elettori repubblicani e indipendenti dello Stato aveva presentato un ricorso per escludere Donald Trump alla primarie, previste il 5 marzo 2024. Un giudice distrettuale ha affermato sul caso che i tribunali hanno il potere di applicare la terza sezione del 14esimo emendamento per quanto riguarda la loro competenza locale, con la decisione che non può dunque estendersi a livello nazionale in quanto la carica di presidente non è citata direttamente nell’emendamento e perché il testo del giuramento presidenziale è differente da quello previsto per gli altri incarichi pubblici.