Così ti cancello dal Web

Barbara Ciolli
28/01/2011

Negli Usa è boom delle agenzie funebri dei dati online.

Così ti cancello dal Web

 

«Carissimi compagni di viaggio, abbiamo trascorso parte delle nostre vite insieme, ma adesso non ci sono più. Anche se la mia foto, per qualche tempo, continuerà ad apparire online, sappiate che non potrò mai più rispondervi. Vi ho pensato con affetto, sino alla mia dipartita. Un saluto, Jennifer».
Non è uno scherzo, anche se qualche buontempone ci avrà sicuramente provato a spacciarsi per morto su internet, ma il vero epitaffio virtuale di un’ex iscritta americana ai social network. Perché, mentre la sua agenzia funebre digitale, cui aveva dato mandato, sta sbrigando le ultime pratiche e chiudendo i contatti e le incombenze burocratico-legali rimaste in sospeso in Rete, intanto la defunta ha messo le mani avanti, scrivendo una mail in anticipo, programmata per la sua uscita dal mondo, nella malaugurata ora x.

Boom dei siti commemorativi in Europa e negli Usa

Anche di questo, del cliccare il fatidico bottone “invio”, si è occupata l’agenzia, che nei prossimi mesi provvederà a togliere vecchie foto e informazioni dai siti, attraverso le password e gli username lasciati in consegna all’impresa dalla previdente Jennifer. A meno che la stessa non abbia richiesto di salvarne alcune per i familiari e gli amici più intimi.
In tal caso, quel materiale verrà conservato in una sorta di tomba digitale, consegnata ai suoi cari. O addirittura, se scritto nelle volontà della defunta, ripubblicato di nuovo su internet, in un loculo online, ad memoriam dei posteri.
CIMITERI ONLINE. In America, i cimiteri virtuali come quello del social network Eons si sprecano. E anche in Europa il costume di ricordare i morti su spazi online si sta rapidamente diffondendo: basti citare gli italiani “Cimitero virtuale”, “Sepolcri” e “Memory Valley”.
La stessa Facebook ha fatto scalpore, con la decisione nel novembre 2009 di aggiungere l’update del profilo commemorativo, dietro la presentazione di una prova del decesso (necrologio, articolo di giornale, certificato dell’anagrafe).     

Cimiteri digitali in attesa dell’immortalità (in Rete)

In un mondo che, ha profetizzato avveniristicamente il fisico Ian Pearson, «nel 2050 raggiungerà l’immortalità digitale, anno in cui sarà possibile l’upload delle coscienze sui computer», società americane come Death Switch e Assetlock hanno già lanciato sul mercato pacchetti di servizi funebri online, ovviamente a patto di fare business.
L’assistenza include «aiuto ai familiari ad accedere al deposito di sicurezza di assicurazione sulla vita e conti bancari del defunto», «stoccaggio dei dati in un account» post mortem, nel quale far confluire «copie dei documenti digitali più importanti, messaggi di commiato destinati a parenti e ad amici», «diposizioni per le esequie tradizionali e desideri su eventuali necrologi» e, naturalmente, «tutti i codici segreti dei siti di cui si era in possesso».
DATI TOP SECRET. A scegliere cosa conservare oppure no sono gli stessi utenti, gestori di un account personale sul fine-vita. «Ogni dato di cui ci metterete a conoscenza», ha assicurato il fondatore di Assetlock Collin Harris ai clienti, «resterà nella più assoluta segretezza: usiamo il sistema di criptaggio Advanced Encryption Standard (Aes), lo stesso utilizzato dalla National Security Agency (Nsa) del governo Usa per proteggere informazioni altamente riservate» (quello dei cables divulgati da Wikileaks, ndr).

Tariffa base di 10 dollari l’anno e mail post-mortem

I prezzi delle compagnie, in questi anni di decollo, sono ancora abbordabili: 10 dollari l’anno (l’equivalente di 7,4 euro), per il servizio di base, incluso un mese di prova, per il quale è necessaria la registrazione.
Per alcuni extra il costo sale a 30 dollari, il pacchetto più richiesto dagli americani. Mentre per un’assistenza deluxe, pensata per i clienti che hanno contatti con migliaia di utenze e gestiscono in Rete informazioni delicate, si arriva a proporre un piano da 80 dollari.
MAIL AI POSTERI. Sul portale Death Switch (“non morire con segreti che possono essere rivelati”, lo slogan), viceversa, la sottoscrizione è libera e consente l’invio gratuito di un messaggio mail ai posteri. Mentre l’account premium offre 30 mail complete di allegati word e video, al prezzo di appena 20 dollari.
I messaggi vengono inviati automaticamente di default, dopo un periodo, stabilito dall’utente, di prolungata assenza dal sistema.    
«E se vado in coma per tre mesi e poi mi risveglio che succede?», è la domanda più comune. Meglio per voi, promettono i gestori: «Potrete inviarne un altro, gratis, dal testo: «Wait! I’m still alive».