Costa D’Avorio, la diaspora del terrore

Redazione
25/12/2010

  Circa 14mila ivoriani sono fuggiti in Liberia a causa delle violenze scoppiate in Costa d’Avorio dopo le elezioni. Lo...

 

Circa 14mila ivoriani sono fuggiti in Liberia a causa delle violenze scoppiate in Costa d’Avorio dopo le elezioni. Lo riferisce l’Onu. Alcune delle persone in fuga sono state bloccate al confine da gruppi armati.
L’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) «ha registrato 14mila ivoriani rifugiati nell’est della Liberia che sono fuggiti dall’instabilità post elezioni che regna nel Paese da un mese», si legge in un comunicato. L’agenzia dell’Onu ha ricevuto delle informazioni secondo cui membri dei ribelli delle cosiddette Forze Nuove (Fn) hanno impedito ai rifugiati di valicare il confine verso la Liberia. «Questo obbliga i rifugiati dei villaggi di Danané a fare una deviazione di circa 80 km verso sud al fine di entrare in Liberia», ha precisato l’Unhcr che ha rivolto un appello a «proteggere i civili».
TRE PRESIDENTI AFRICANI IN MISSIONE. I presidenti del Benin, della Sierra Leon e quello capoverdiano sono attesi martedì ad Abidjan per chiedere, in nome dell’organizzazione regionale dell’Africa occidentale, al presidente della Costa d’Avorio Laurent Gbagbo di lasciare il potere e di lavorare per una soluzione pacifica della crisi. Lo ha riferito oggi un ministro del Benin. «Il presidente Boni Yayi accompagnato dai suoi omologhi della Sierra Leone e di Capo Verde si recheranno martedì ad Abidjan per portare il messaggio della Cadeao (Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale) al presidente Laurent Gbagbo», ha detto Jean Marie Ehouzou, ministro degli Esteri del Benin. «E’ chiaro che l’intenzione di questi uomini di Stato è di trovare una soluzione attraverso il dialogo e senza equivoci».