Il “potenziale disabile” per l’emergenza Covid-19

Adriana Belotti
04/04/2020

Le persone disabili non sono solo destinatarie di interventi di aiuto. Possono essere corresponsabili nella gestione dell'emergenza. Basta sceglierlo.

Il “potenziale disabile” per l’emergenza Covid-19

Stavolta penso proprio di esserci cascata anch’io. Mi riferisco all’errore, molto comune, di considerare le persone con disabilità soltanto come “oggetti di cura” e destinatari passivi di interventi socio-politici a loro beneficio. Ripensando a quanto finora ho scritto sulla relazione tra l’epidemia che purtroppo ci ha colpiti e le persone disabili mi sono accorta di aver analizzato la questione da una prospettiva tendenzialmente assistenzialista, posizione che aborro e solitamente cerco di evitare. Ho lodato gli sforzi compiuti dalla società civile e dal governo per sostenerci e ho criticato le misure che non mi sembravano essere sufficientemente efficaci. Ho ribadito il fatto che le conseguenze derivanti dall’appartenere a una identità socio-politica storicamente discriminata potrebbero ripercuotersi contro di noi oggi con una violenza ancora più devastante che in tempi “normali”. Un’emergenza sanitaria acuisce tutto, sia le buone prassi delle istituzioni e della collettività che, inevitabilmente, le falle del nostro stato sociale.

QUEL SENSO DI PROTEZIONE NEI CONFRONTI DEGLI ALTRI

Considerazioni vere ma molto parziali e quindi molto pericolose. La paura nei confronti di ciò che ci sta succedendo ha fatto scattare in me un senso di protezione nei confronti dei cittadini e cittadine di cui, anche nelle situazioni ordinarie, ci si occupa di meno perché considerati non rilevanti all’interno del sistema produttivo e, di conseguenza, anche di quello sociale.
Fermarsi a questi ragionamenti sarebbe però riduttivo e poco utile.
Invece penso sia doveroso ricordarci che le persone con disabilità, al pari degli altri cittadini e cittadine, hanno anche dei doveri e non solo dei diritti nei confronti della comunità e dello Stato. Non dobbiamo cadere nella tentazione di considerarci solo persone bisognose di essere protette perché anche noi siamo chiamati a mettere a disposizione le risorse che abbiamo per aiutare i nostri concittadini, disabili e non.

L’ONLUS PALERMITANA CHE INDICA LA VIA

Alcuni lo stanno già facendo. Come i soci della onlus palermitana “Comitato #SiamoHandicappatiNoCretini” che hanno lanciato una campagna di solidarietà donando una tantum una quota dell’assegno di cura destinato alle persone con disabilità grave per coadiuvare l’intervento di alcuni Comuni siciliani a sostegno delle famiglie in difficoltà economiche. Tutti i cittadini, con e senza disabilità, possono versare il loro contributo volontario. Ma c’è anche chi si preoccupa di lanciare messaggi positivi e di speranza per tutti. Lo stanno facendo per esempio il mondo della moda e quello del cinema che già in altre occasioni sono stati un importante veicolo di trasmissione di una nuova cultura della disabilità, centrata sul protagonismo e la valorizzazione di chi è portatore di una diversità. Ora alcuni rappresentanti di questi due mondi sono scesi nuovamente in campo mettendo in gioco la loro faccia e la loro diversità, nel tentativo di generare una responsabilità condivisa nella gestione dell’emergenza.

LE INIZIATIVE NEI MONDI DELLA MODA E DEL CINEMA

I modelli e le modelle disabili dell’agenzia di moda inclusiva Iulia Barton, provenienti da tutto il mondo, si sono uniti virtualmente in un video per invitare tutti a tenere un comportamento responsabile nei confronti nostri e degli altri ma anche per incoraggiarci ad affrontare con forza d’animo questo periodo di difficoltà, nella certezza che se ciascuno farà a propria parte tutto andrà per il meglio. Anche il Festival del Cinema Nuovo, promosso dall’associazione Romeo Della Bella, in collaborazione con Mediafriends, ha lanciato l’iniziativa #unfestivalacasa, riadattando le modalità di partecipazione al concorso internazionale di cortometraggi interpretati da attori con disabilità, utenti di centri diurni, cooperative e comunità, e dai loro operatori. Fino al 10 aprile tutte le realtà che lavorano con persone disabili potranno inviare video messaggi aventi per protagonisti attori, artisti, youtuber disabili e contenuti legati all’emergenza coronavirus. L’associazione identificherà alcuni enti tra quelli che parteciperanno, offrendo un aiuto concreto per sostenere la loro attività in questo periodo di emergenza.

NON LIMITIAMOCI A SUBIRE LE CONSEGUENZE

Ma anche noi singole persone con e senza disabilità possiamo dare una mano sostenendo con il nostro affetto a distanza parenti, amici e conoscenti ma non solo. Chi usa molto internet potrebbe aiutare quelli che ne hanno bisogno a contattare le realtà di volontariato attive sul territorio oppure ordinare la spesa online per coloro che non possono uscire di casa ma non dispongono di un collegamento con la rete. Ovviamente possiamo anche scegliere di sostenere economicamente il lavoro di una delle onlus o enti si sono messi a servizio della popolazione. Questo periodo sta mettendo tutti a dura prova ma, come sempre, a fare la differenza è il come ognuno di noi sta decidendo di affrontarla. Non limitarsi a subire le conseguenze derivanti dalla situazione attuale ma proporre o fare qualcosa di utile per se stessi e per gli altri è possibile. Basta sceglierlo.