Il Cremlino su Navalny: «Non abbiamo né l’intenzione né la capacità di monitorare il destino dei prigionieri»

Redazione
12/12/2023

Da una settimana non si hanno notizie dell'oppositore russo, che sarebbe stato trasferito dal carcere dove stava scontando 19 anni, forse in un centro di detenzione più duro. Washington aveva espresso preoccupazione, comunicando che l'ambasciata a Mosca era al lavoro per raccogliere più informazioni possibili.

Il Cremlino su Navalny: «Non abbiamo né l’intenzione né la capacità di monitorare il destino dei prigionieri»

Rispondendo a una domanda sulle sorti dell’oppositore politico Alexey Navalny, del quale non si hanno più notizie da una settimana, il portavoce presidenziale russo ha affermato che il Cremlino «non ha né l’intenzione né la capacità di monitorare il destino dei prigionieri e il processo della loro permanenza nelle istituzioni competenti». Peskov ha definito «inaccettabile» l’intervento degli Stati Uniti sulla questione: «Stiamo parlando di un prigioniero che in base alla legge è stato dichiarato colpevole e sta scontando la pena».

Navalny sarebbe stato trasferito, ma nessuno sa dove

Il team di Navalny, condannato a 19 anni di carcere per «estremismo», non ha notizie del dissidente russo da una settimana. Il 7 dicembre avrebbe dovuto partecipare in videocollegamento a un’udienza in tribunale, ma non lo ha fatto per presunti problemi di elettricità della colonia penale dove è detenuto. O meglio era: l’11 dicembre i suoi avvocati (ai quali era stata negata una visita) sono stati informati che Navalny non figurava più tra i detenuti del penitenziario. I dipendenti della prigione IK-6 di Melekhovo, dove l’oppositore di Vladimir Putin stava scontando la pena, si sono rifiutati di specificare dove è stato trasferito.

Il Cremlino su Navalny, irrintracciabile da una settimana: «Non abbiamo l’intenzione e la capacità di monitorare il destino dei prigionieri».
Alexey Navalny nel 2019 (Getty Images).

Il malore in cella e la preoccupazione degli Stati Uniti

La situazione è resa ancor più preoccupante dal fatto che, stando a quanto comunicato dal suo team, Navalny la settimana scorsa ha accusato un malore in cella: forse uno svenimento per la fame. E adesso, con ogni probabilità, si trova in un centro di detenzione ancora più duro. Sulla questione, come detto, sono intervenuti gli Stati Uniti, esprimendo grande preoccupazione: «Navalny non doveva essere arrestato e comunque deve essere rilasciato subito», aveva tuonato ieri il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana, John Kirby, spiegando che l’ambasciata Usa a Mosca era al lavoro per raccogliere più informazioni possibili.