Crescita, altolà della maggioranza

Redazione
25/08/2012

Il piano crescita messo a punto dal governo Monti dopo il Consiglio dei ministri fiume del 24 agosto, non ha...

Il piano crescita messo a punto dal governo Monti dopo il Consiglio dei ministri fiume del 24 agosto, non ha convinto quasi nessuno: né i partiti di maggioranza né i sindacati. Che hanno espresso dubbi anche circa il maxi-concorso per la scuola attraverso il quale l’esecutivo conta di procedere all’assunzione di circa 12 mila insegnanti.
Non tanto per i contenuti, definiti «molti buoni» dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani, ma perché davanti all’urgenza della crisi servono fatti e non solo dichiarazioni di intenti.
In realtà, non solo il governo è chiamato la prossima settimana alla concretezza. Anche per le forze politiche ci sarà il momento della verità perché mercoledì 29 agosto alla riunione del comitato ristretto, si capirà se davvero l’accordo sulla riforma elettorale c’è.

Le riserve di Abc e della Cisl

A esprimere qualche riserva nei confronti del piano crescita è stata anche l’Udc, il partito più allineato alle scelte dei tecnici. «Programma e propositi del governo sono ottimi», ha premesso Lorenzo Cesa. «Ma adesso passiamo dalle parole ai fatti, indicando le priorità su cui concentrare gli sforzi per questi mesi di legislatura».
BERSANI: «SERVE CONCRETEZZA». Se per i centristi priorità significa misure immediate per giovani e famiglie, il Pd è preccupato per la disoccupazione e le crisi industriali. «Ci vuole concretezza», ha ribadito Bersani impegnato a Reggio Emilia all’inaugurazione della Festa nazionale democratica, «tavoli per le crisi industriali. Bisogna dare un’occhiata alle piccole e medie imprese, al sistema delle tariffe, alla lotta all’evasione fiscale».
CICCHITTO: «SOLO OPERAZIONI DI RESTYLING». Dal canto suo, il Pdl ha battuto sul tasto della crescita. «Monti parla di crescita nei giorni festivi e poi nei giorni lavorativi fa solo marginali operazioni di restyling», ha affondato Fabrizio Cicchitto che ha rievocato gli attacchi delle parti sociali al governo Berlusconi, anch’esso stretto «dalle necessità del rigore economico».
BONANNI: «OCCORRE UN PATTO PER IL LAVORO». Critiche di scarsa concretezza che hanno allineto i partiti alla posizione dei sindacati, espressa dal leader Cisl Raffaele Bonanni che ha chiesto «un patto per il lavoro che impegni tutti i soggetti» altrimenti «non si va da nessuna parte».

Riforma elettorale: il dibattito su premio di governabilità e liste

Ma se il governo è chiamato nel prossimo consiglio dei ministri del 30 agosto a fare i primi passi concreti per riavviare il motore della crescita, anche i partiti sono attesi, la prossima settimana, alla prova del nove sulla riforma elettorale.
PD POSSIBILISTA. Il segretario Pd si mostra possibilista, senza però cedere ad un eccesso di ottimismo: «La possibilità di un accordo c’è, vedremo nelle prossime ore. Non dipende solo da noi», ha chiarito Bersani, ribadendo che il Pd vuole un premio di maggioranza che permetta la sera del voto di sapere che «in Italia c’é qualcuno che può governare, altrimenti arriva lo tsunami».
ADDIO PREFERENZE. Oltre al premio di governabilità, va anche equilibrato il rapporto tra collegi e liste bloccate, visto che l’ipotesi delle preferenze sembra tramontata. «Un terzo dei parlamentari va scelto con i listini bloccati», ha chiesto Cicchitto che comunque ha assicurato che «il filo del dialogo non si è mai interrotto».