Criptovalute, luci e ombre del 2023 e previsioni per il 2024

Luca Sabia
06/01/2024

Dopo un anno turbolento, segnato dalle indagini per riciclaggio sui fondatori di Fxt e Binance, il futuro lancia segnali di ottimismo. Bitcoin ha ripreso a crescere come l'entusiasmo per Nvidia, leader nel mercato dei chip utilizzati nei sistemi di Ia. A questo va aggiunto l’impegno di OpenAI per lo sviluppo di Worldcoin. Insomma, allacciate le cinture.

Criptovalute, luci e ombre del 2023 e previsioni per il 2024

Very rich. Very fast. Un adagio di moda qualche anno fa nel mondo delle criptovalute. L’incantesimo però sembra essersi spezzato. Così i principali protagonisti invitano a guardare al lunghissimo periodo, perché, sostengono, non solo le cripto sono qui per restare, ma il loro futuro siede all’intersezione tra blockchain e intelligenza artificiale. Nel frattempo, il 2023 è stato un anno turbolento. Ci sono state vittime illustri tra gli investitori. Per esempio, lo scorso novembre ha fatto discutere il fatto che il figlio della presidente della Bce, Christine Lagarde, notoriamente contraria alle valute virtuali, abbia perso quasi tutto quello che aveva investito. «Non era una grossa cifra», ha voluto precisare lei durante un incontro a Francoforte. Ma, nonostante lo avesse messo in guardia dai rischi cui andava incontro, ha aggiunto Lagarde, «mi ha bellamente ignorata». Errori di gioventù? La faccenda è in realtà più complessa. Quello delle criptovalute è un mondo assai giovane, pieno zeppo di startup, notoriamente fragili, e con molti, forse troppi spazi aperti, e ancore poche tutele per gli investitori. Per cui va incontro a fisiologici assestamenti. Per questo c’è chi sostiene che l’anno che sta per concludersi sia servito a fare un po’ di pulizia. E il fatto che Bitcoin abbia risalito la china confermerebbe il clima di fiducia.

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Il simbolo del Bitcoin (Getty Images).

FTX e Binance: due brutte storie di crimini finanziari

Ma andiamo con ordine. Partiamo dalla pulizia, visto che Changpeng Zhao e Sam Bankman-Fried, fondatori dei mercati di scambio cripto più grandi al mondo, rispettivamente Binance e FTX rispettivamente, si preparano alle sentenze per crimini finanziari. Sam Bankman-Fried, conosciuto nella community come SBF, in passato vera e propria icona nonché fondatore di FTX, lo scorso novembre è stato giudicato colpevole di frode e riciclaggio di denaro. In particolare, è stato accusato di aver sviato i fondi dei clienti per altre attività volte a soddisfare finalità personali e politiche, insomma estranee al core business di FTX. L’ex magnate, forse frettolosamente paragonato a Warren Buffet, ora rischia 110 anni di carcere per quello che è stato definito un crack peggiore di Enron. La sentenza è prevista per marzo 2024, quindi non resta che aspettare.

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Il fondatore di FTX Sam Bankman-Fried (Getty Images).

Changpeng Zhao, attualmente uno dei 35 uomini più ricchi al mondo con un patrimonio stimato in circa 37 miliardi di dollari, ha scelto di dimettersi da Ceo di Binance, la più grande piattaforma di scambio di criptovalute al mondo, a seguito di violazioni delle normative contro il riciclaggio. Binance è stata coinvolta in transazioni per quasi 900 milioni di dollari tra utenti statunitensi e iraniani, agevolando anche spostamenti finanziari per milioni di dollari tra Stati Uniti, Siria e regioni ucraine occupate dalla Russia. Per mettere fine alle indagini, la società ha accettato di pagare una sanzione di oltre 4 miliardi di dollari. Tuttavia, la situazione personale di CZ, come è conosciuto nell’ambiente, non è ancora definita. La sua sentenza è prevista per febbraio 2024. Prima di allora, il magnate cinese non potrà lasciare gli States.

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Il co-fondatore e Ceo di Binance Changpeng Zhao (Getty Images).

Segnali di ottimismo: la tenuta del Bitcoin, l’entusiasmo per Nvidia e il progetto Worldcoin

Tuttavia Bitcoin ha ripreso a crescere, sfiorando l’11 dicembre scorso i 45 mila dollari, rispetto ai 16.600 dollari di inizio anno. Segno, secondo gli esperti, che non siamo di fronte a una bolla, ma a una serie di cicli “boom-and-bust”. I prezzi delle criptovalute sono stati colpiti dall’aumento dei tassi di interesse nel 2022, ma nonostante ciò, il Bitcoin è ancora lì e in buona salute. Il suo asso nella manica è la tecnologia. Infatti, Bitcoin – come le altre criptovalute – non è un’azienda. Utilizza una rete decentralizzata di computer, nota come blockchain, che memorizza le transazioni. In altri termini le cripto non possono fallire, né essere chiuse come le aziende. È la natura di un sistema decentralizzato a impedirlo. A meno che non crolli tutta l’architettura. Il che non è verosimile. A questo si aggiunge un altro dato tecnologico, che arriva dall’intelligenza artificiale. Anche se le monete virtuali che si basano sull’Ia rappresentano solo per lo 0,4 per cento di un mercato che al momento vale oltre 1 trilione di dollari, si registra un aumento della domanda, come conferma l’entusiasmo attorno a Nvidia, leader indiscusso nel mercato dei chip utilizzati nei sistemi di intelligenza artificiale. Per farsi un’idea, spiegano gli analisti, «ciò che Nvidia è per l’Ia è quasi come Intel è stata per i pc». Secondo un rapporto di CB Insights, società di market intelligence, Nvidia detiene circa il 95 per cento del mercato delle schede video (GPU) per l’apprendimento automatico. A questo va poi aggiunto l’impegno del fondatore di OpenAI, Sam Altman, nel raccogliere 100 milioni di dollari per lo sviluppo di un nuovo progetto cripto, Worldcoin, che dovrebbe funzionare come un passaporto biometrico, la prova di essere una persona in carne e ossa e non un bot. Insomma, se il 2023 è stato un anno intenso, il 2024 promette di esserlo ancora di più. Per cui, allacciate le cinture.

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Il quartier generale di Nvidia a Santa Clara, in California (Getty Images).