Crisi, affrontare la realtà con coraggio

Crisi, affrontare la realtà con coraggio

22 Febbraio 2012 06.55
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Seguo con attenzione il dibattito quotidiano sui temi del lavoro
e non nascondo che alcune prese di posizione mi sembrano
pretestuose.
I dati dimostrano che il problema dell’occupazione giovanile
resta una delle priorità di questo Paese, ma per risolverlo
serve un diverso approccio culturale. Dobbiamo, tutti assieme,
capire se vogliamo guardare all’interesse particolare o
riscoprire l’interesse generale, se vogliamo guardare al bene
dell’Italia e al futuro di questo Paese o se, più
semplicemente, ciascuno di noi vuole continuare a coltivare il
proprio orticello.
È la filosofia di fondo quella che bisogna condividere, ed è
per questo che le barricate non servono a nulla, se non a mettere
in ginocchio un Paese che già non gode di salute.
ESCLUSI DAL LAVORO: 75 MLN DI GIOVANI. Nel mondo
ci sono 75 milioni di giovani esclusi dal mercato del lavoro (il
12,7%), 4 milioni in più rispetto al 2007.
Anche in Italia, le prospettive, in questo senso, non
sembrano essere per nulla incoraggianti, soprattutto se
consideriamo che attualmente il nostro Paese si trova ad
affrontare una forte crisi e fatica a risalire la china.
Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a novembre era
al 30,1%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a ottobre
e di 1,8 punti su base annua.
DAL GOVERNO LA CREAZIONE DEL FUTURO. Oggi i
giovani in Italia hanno ancora il diritto di vedere realizzati i
propri sogni e di avere la possibilità di guardare al domani,
alla vita e alla professione senza che queste siano considerate
quasi un privilegio. Compito di chi ci governa è quello di dare
tutti gli strumenti per scegliere, facendo comprendere anche le
opportunità occupazionali in base ai percorsi formativi.
Soprattutto si deve avere il coraggio di intervenire per abolire
il valore legale del titolo di studio e lavorare sulla
transizione dalla formazione al lavoro.
IN 2 MILIONI FUORI DA SCUOLA E LAVORO. I nostri
giovani sono quelli che oltre a essere vittime di un mercato del
lavoro che li esclude da ogni attività, risultano anche
non far parte di nessun percorso scolastico-formativo.
Parliamo di 2 milioni di persone, il 22,1% tra i 15-29enni
(2010), valore tra i più elevati a livello europeo.
La meritocrazia deve essere la via maestra da seguire per
permettere ai giovani di oggi e di domani di potersi costruire
una vita. Solo in questo modo si riuscirà a dare alle nuove
generazioni l’opportunità di giocarsi il futuro nel migliore
dei modi.
Per i giovani lo tsunami della crisi e le difficoltà di trovare
un lavoro si stanno tramutando in vere e proprie perdite di
speranze e, sempre più, l’unica via di scampo sembra essere
l’estero.
CONTRO LA CRISI, SOLO LA MERITOCRAZIA. Oggi in
Italia il merito non è conosciuto, ma rimane uno dei pochi
percorsi da seguire per uscire in maniera veloce e solida da
questo momento di recessione.
Solo un welfare che guarda ai giovani può riaccendere lo
sviluppo di cui l’Italia ha bisogno e crediamo che i poteri, di
ogni genere, non possano paralizzare il nostro Paese e tanto meno
impedire la sua evoluzione. Bisogna avere il coraggio di osare,
di non arroccarsi su posizioni storiche e di bandiera.
Dopo gli interventi fatti dal governo Monti sul liberalizzazioni,
che – a mio giudizio – hanno portato nuovo ossigeno in Italia,
ora la sfida è la concessione reale di credito. Il
provvedimento, per esempio, per le Srl semplificate è molto
importante, ma adesso c’è bisogno di ulteriori interventi che
ne incentivino e favoriscano il finanziamento. Norme importanti
da approvare, e step successivi che, affrontando la
realtà dei fatti, con coraggio e lungimiranza, dobbiamo
assolutamente fare.

Carmelo Lentino

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