Crisi, cala il consumo del caffè al bar

Redazione
23/08/2012

La crisi del debito colpisce anche l’abitudine più amata dagli europei: il caffé. Le pause al bar per una tazzina...

La crisi del debito colpisce anche l’abitudine più amata dagli europei: il caffé. Le pause al bar per una tazzina di caffé – afferma il Wall Street Journal – sono ridotte dalla disoccupazione, dai tagli degli stipendi e dalle alte tasse che riducono il budget delle famiglie. E anche se il consumo pro-capite di caffé degli europei resta il più alto al mondo, sale la domanda per le qualità meno costose.
ARABICA IN CALO DEL 30%,  ROBUSTA +18%. E questo si riflette sui prezzi: i chicchi di arabica quest’anno sono in calo 30%, mentre il costo di quelli robusta – di qualità più bassa – sono aumentati del 18%. Un balzo che gli analisti attribuiscono alla maggiore domanda europea per questo tipo di chicchi meno costosi. Secondo gli osservatori, gli europei difficilmente torneranno a breve a miscele più costose e questo lascia intravedere che i prezzi delle qualità meno costose continueranno a salire. Le importazioni di caffé nei sei mesi che si sono chiusi in aprile sono scese del 6,6% in Spagna e in Italia del 2,9%.