Le soluzioni di Renzi, Brunetta e Prodi alla crisi di governo

Trenta chiude a Salvini e cresce la possibilità di un'ampia coalizione con renziani e almeno una parte di Forza Italia.

18 Agosto 2019 12.07
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Sembrava una crisi dall’esito già scontato e invece il futuro di Giuseppe Conte è quantomai incerto. Se n’è accorto pure Matteo Salvini, che davanti al rischio di non andare a elezioni anticipate è persino pronto a un passo indietro. Passo indietro che però non sembra trovare sponda nel Movimento 5 Stelle. L’ha chiarito ancora una volta Elisabetta Trenta. Per la ministra della Difesa, «chi ha tradito una volta lo farà ancora. E a questo punto, la porta della Lega io non la riaprirei».

RENZIANI PRONTI A VOTARE LA FIDUCIA

Anche perché a votare la fiducia a Conte ci saranno esponenti dell’opposizione, renziani in testa, pronti a fare «ciò che serve al Paese. Voteremo la fiducia, non chiederemo neppure uno strapuntino per noi e faremo proposte concrete per mettere in sicurezza l’Italia. Poi faremo il punto alla Leopolda dal 18 ottobre», ha detto Matteo Renzi in un’intervista a Il Giornale. Per l’ex segretario del Pd «questa è la crisi più pazza del mondo. E come andrà a finire non lo sa nessuno. Certo è che Salvini fino a una settimana fa era l’uomo invincibile osannato da media e social: adesso rincorre Di Maio per elemosinare la pace». Votare a ottobre, ha ricordato Renzi, avrebbe come effetto l’aumento dell’Iva al 25% «e innesca la recessione. È una follia far pagare agli artigiani del nord o alle famiglie italiane le ambizioni o le paure russe di Salvini. Serve un governo istituzionale, che metta in sicurezza l’Italia e con un ministro degli Interni degno di questo nome». Inoltre, sostiene ancora Renzi, «per la Ue sarebbe un sollievo poter tornare a dialogare con l’Italia, che ora si è tagliata fuori».

PRODI VUOLE UN GOVERNO “URSULA”

E se Salvini replica direttamente a Renzi in chiave europea pensa anche Romano Prodi, che in un’intervista al Messaggero ha proposto una coalizione di governo “Ursula”, italianizzata “Orsola”, che unisca nel parlamento italiano le forze che a Strasburgo hanno eletto la nuova presidente della Commissione von der Leyen. Sì, dunque, all’ipotesi di un accordo tra Pd e M5s, ma questo accordo dovrà essere di legislatura: «Bisogna partire», ha osservato Prodi, «dalle ragioni che hanno portato al declino del governo attuale e preparare le basi di una maggioranza costruita attorno a un progetto di lunga durata, sottoscritto in modo preciso da tutti i componenti della coalizione». Per Prodi «è chiaro che l’accordo deve prima di tutto fondarsi sul reinserimento dell’Italia come membro attivo dell’Unione europea». Fondamentale è anche l’unità del Pd: «Ho un’idea ben chiara sulla necessità di aprire un dibattito nell’ambito del Partito democratico, così che la posizione prevalente possa portare avanti in modo deciso e fermo le decisioni prese, senza che esse vengano continuamente messe in discussione, anche con ipotesi di scissione».

BRUNETTA BOCCIA SALVINI

Pd e Movimento 5 Stelle potrebbero trovare sostegno anche da Forza Italia, o almeno da una sua parte. D’altra parte Renato Brunetta l’ha detto chiaramente a La Stampa: aprire una crisi «al buio, per giunta nel mese di agosto, mentre l’economia è in recessione, rischiando uno spread alle stelle e le banche in profondo rosso, è stato un gesto da masochisti irresponsabili». Al di là delle prove di intesa tra Salvini, Meloni e Berlusconi, tra i forzisti in molti sono convinti che «se lo sbocco fosse davvero quello di nuove elezioni, l’Italia correrebbe dei pericoli gravissimi» perché «abbiamo già sopportato 14 mesi di governo giallo-verde che ci hanno messo in ginocchio sotto ogni punto di vista. Siamo diventati più poveri economicamente, più fragili socialmente, più soli nel contesto internazionale». Con un governo M5s-Pd per l’ex ministro, non ci sarebbe «nessun passo avanti. Nascerebbe semmai un altro mostro, tale e quale al governo M5sLega» e un ritorno di Salvini coi Cinquestelle «sarebbe un mostro al quadrato». Nel caso invece si prospetti sotto la guida del presidente Mattarella, un’ampia maggioranza finalizzata a salvare l’ Italia dal caos «mi augurerei che tutti la sostenessero, non solo Forza Italia. Dico di più: sarei stupito se qualcuno volesse restarne fuori. Ma prima di rifugiarmi su quest’ultima spiaggia, io ripartirei dal 37% di italiani che avevano permesso al centrodestra unito di sfiorare la vittoria. E proverei a raccogliere in parlamento i voti, non tanti, necessari per formare un governo coerente con la volontà degli elettori». Una cosa è certa, e a dirla è la ministra Trenta: qualsiasi governo arriverà «dovrà puntare i piedi e al tempo stesso collaborare con l’Europa».

SALVINI: «GLI ITALIANI NON MERITANO IL RITORNO DI RENZI»

Intanto Salvini va al contrattacco. «Mi sto preparando al discorso di martedì al Senato», ha detto in diretta su Facebook il ministro dell’Interno che ribadisce di non avere alcuna intenzione di lasciare il Viminale nonostante sia stato di fatto lui a scatenare la crisi di governo. «Parlerò ai senatori ma anche ai 60 milioni di italiani per spiegare che sta accadendo: il re è nudo. Le trattative sottobanco che si facevano nel buio delle stanze, ora si fanno alla luce. Con un governo Renzi, Prodi, Boschi, avremmo i porti stra-aperti. Ma gli italiani non si meritano il ritorno di un Renzi qualunque…». Secondo Salvini, «gli unici veri traditori saranno quelli che eventualmente dovessero tradire il voto popolare per riesumare mummie alla Renzi e alla Boschi». Per il ministro dell’Interno, «se non c’è un governo la via maestra sono le elezioni. Altrimenti ci si risiede al tavolo e si lavora. C’è il Presidente Mattarella che fortunatamente ha tutti gli elementi per valutare qual è il percorso più utile per rilanciare questo splendido Paese che è l’Italia».

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