Le ultime notizie sulla crisi di governo del 18 agosto 2019

Il ministro dell'Interno chiede elezioni o una nuova intesa col Movimento. Per fermare il ritorno di Renzi. Ma i pentastellati respingono l'offerta.

18 Agosto 2019 16.51
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Matteo Salvini prova a dettare le sue regole per la crisi di governo che lui stesso ha voluto. Voleva andare al voto, ma dal momento che sembra sempre più complicato arrivarci, ora è disposto a ritrattare. A patto che non ritorno Matteo Renzi e senza alcuna intenzione di lasciare il Viminale.

«MINISTRO? ASSOLUTAMENTE SÌ»

Il ministro dell’Interno ha parlato in una lunga diretta Facebook. «Andiamo avanti a testa alta, paura zero. Ministro? Assolutamente sì, con orgoglio e l’abbiamo visto anche in queste ore», ha detto. «Se qualcuno ha deciso ribaltoni e inciucioni allora lo dica ad alta voce. Se non c’è un governo la via maestra sono le elezioni. Altrimenti ci si risiede al tavolo e si lavora. Ma Renzi e Boschi sono il passato, non perchè lo dice Salvini ma l’hanno detto milioni di italiani in tutte le elezioni».

GRILLO VEDE DI MAIO, DI BATTISTA, CASALEGGIO E FICO

Il problema è che il Movimento 5 Stelle non sembra avere alcuna intenzione di risedersi al tavolo con lui. Grillo ha convocato Di Maio, Di Battista, Casaleggio, Fico, Paola Taverna e i capigruppo Patuanelli e D’Uva nella sua villa di Marina di Bibbona. E dal vertice è emersa una indicazione chiara: «Salvini non è più affidabile» da quando ha deciso «di staccare la spina al governo del cambiamento l’8 agosto tra un mojito e un tuffo» fino alla «vergognosa retromarcia in cui tenta di dettare condizioni senza alcuna credibilità». Nella nota emanata al termine dell’incontro si legge anche che «dispiace per il gruppo parlamentare della Lega con cui è stato fatto un buon lavoro in questi 14 mesi. Il Movimento sarà in Aula aula al Senato al fianco di Giuseppe Conte il 20 agosto» . D’altra parte la ministra della Difesa Elisabetta Trenta, ormai in rotta totale sulla questione migranti, era già stata chiara: «Chi ha tradito lo farà ancora». E per il sottosegretario Manlio Di Stefano serve addirittura «un Tso» per il leader leghista.

«TRADITORE È CHI RIESUMA RENZI»

«Qua gli unici veri traditori saranno quelli che eventualmente dovessero tradire il voto popolare per riesumare mummie alla Renzi e alla Boschi», incalza ancora Salvini, «c’è chi sta lavorando per riportare nei palazzi del potere i bocciati dal voto. Che democrazia è questa? Non darò mai a nessuno la soddisfazione di aprire i portoni e far entrare Renzi e il Pd». E ancora: «Mi sto preparando al discorso di martedì al Senato. Parlerò ai senatori ma anche ai 60 milioni di italiani per spiegare che sta accadendo: il re è nudo. Le trattative sottobanco che si facevano nel buio delle stanze, ora si fanno alla luce. Con un governo Renzi, Prodi, Boschi, avremo i porti stra-aperti. Ma gli italiani non si meritano il ritorno di un Renzi qualunque…».

L’APPELLO A MATTARELLA

La chiusura di Salvini è rivolta al presidente della Repubblica, «che fortunatamente ha tutti gli elementi per valutare qual è il percorso più utile per rilanciare questo splendido Paese che è l’Italia». Ma non è affatto detto che la strada del Quirinale coincida con quella preferita dal leader leghista.

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