Salvini insiste nel voler sfiduciare Conte il 20 agosto

Nuovo affondo del vicepremier contro il governo: «Il 20 sfiduceremo Conte». Poi l'appello a Mattarella: ci rimettiamo a lui. E sul taglio dei parlamentari dice: «La La legge permette di votare subito».

14 Agosto 2019 12.15
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«Il 20 agosto sfiduceremo il premier». Matteo Salvini ha ribadito la sua posizione sulle prossime mosse della Lega. «In tantissimi», ha detto nel corso di un’intervista a Non Stop News su Rtl 102.5, «chiedono che non ci siano giochini di palazzo, governi tecnici. La via maestra, democratica, trasparente, lineare, è quella delle elezioni. Stiamo facendo tutto il possibile perché gli italiani possano votare. No a governi strani, prima si vota, meglio è».

I CHIARIMENTI SUL TAGLIO DEI PARLAMENTARI

«Il 14 agosto», ha aggiunto, «con 7 ministri leghisti, avremmo potuto far finta di niente, invece abbiamo scelto di metterci in gioco. Il tutto è nelle mani del Presidente della Repubblica, che con equilibrio e saggezza saprà cogliere quello di cui il Paese ha bisogno». Il vicepremier ha poi cercato di chiarire anche i tempi sul voto per il taglio dei parlamentati: «Se tagli i parlamentari puoi aspettare 6-7 mesi senza governo e senza maggioranza, oppure votare subito. La legge lo permette. E poi attuare il taglio. Non vorrei che qualcuno tirasse a perdere tempo».

DUBBI E RASSICURAZIONI SUL REDDITO DI CITTADINANZA

«In tante realtà», ha continuato, «soprattutto del Sud» il reddito di cittadinanza «si sta trasformando in incentivo in lavoro nero. Lo cancello? No, ma sono situazioni che vanno monitorate. Preferisco crescita e sviluppo all’assistenza». Il ministro in precedenza aveva espresso lo stesso concetto in un’intervista al Corriere, nella quale aveva raccontato di come molti imprenditori segnalassero una certa difficoltà a trovare lavoratori.

GIORGETTI: «VOTO PIÙ FACILE SE CRISI APERTA PRIMA»

Più ciritica la posizione espressa da Giancarlo Giorgetti ai cronisti di Fattoquotidiano.it, Fanpage e Repubblica Tv. Secondo il sottosegretario sarebbe stato più facile andare a votare se si fosse aperta prima la crisi di governo. Salvini ha sbagliato i tempi della crisi? «Quando è diventata conclamata la diversità di vedute su alcune cose, dalla giustizia alla Tav, Salvini ha deciso di aprire la crisi. Ma sono le decisioni di un capo, un capo decide sempre lui da solo», ha risposto. «Io ho sempre detto e lo ribadisco che secondo me, con le condizioni date, un voto» per sfiduciare Conte «non avrebbe senso: avevano senso le dimissioni di Conte ma deciderà lui. Noi pensavamo che Conte si dimettesse l’altro ieri. Però vuole aspettare il 20», ha dichiarato il sottosegretario. E sulle reali chance di votare il taglio dei parlamentari in piena crisi di governo e poi andare a votare, ha affermato: «Io non sono costituzionalista, ci sono interpretazioni diverse: in questo momento non è neanche calendarizzata la mozione di sfiducia perché il Senato ha deciso di ascoltare le comunicazioni di Conte. Ascolteremo Conte e vedremo che succede».

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