La posizione di Giorgetti dopo le dimissioni di Conte

Affondo serale del sottosegretario leghista dopo le dimissioni di Conte: «È lui che ha staccato la spina». Poi una riflessione sul Carroccio: «Da noi non c'è democrazia, decide il capo».

20 Agosto 2019 22.45
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«Nella Lega non c’è dibattito, non c’è democrazia. Decide un capo». È l’affondo serale di Giancarlo Giorgetti dopo la convulsa giornata politica che ha portato alle dimissione del premier Giuseppe Conte. Il sottosegretario leghista ha riposto alla domanda se ora si apra una fase di discussione e di autocritica. «Errori di Salvini? Chi l’ha detto? Ci rivediamo settimana prossima», ha risposto ancora Giorgetti.

«DOVEVAMO STACCARE LA SPINA MESI FA»

«Con questi litigi continui, non era possibile andare avanti. Per la verità l’avevo detto qualche mese prima…», ha aggiunto ancora il sottosegretario alla presidenza del Consiglio che sulla paternità della decisione di rompere con il M5s ha sottolineato: «noi siamo un movimento che elegge un segretario che è il capo e il capo decide. Poi si può decidere male o bene. Per me era una scelta obbligata. Non si poteva andare avanti con la logica dei no».

DIFFICILE CONTINUARE L’ESPERIENZA COL M5S

Su questa linea Giorgetti ha aggiunto che è difficile arrivare a una completa rappacificazione coi grillini: «Noi siamo disponibili a concludere il percorso di riforma sul taglio dei parlamentari e poi si va a votare. Per il resto il persistere dei no ci impone di dire che questa esperienza non ha più possibilità di andare avanti. Se si vuole tentare una alleanza Frankestein tra M5s e Pd, auguri, ma fuori dai Palazzi non ha molto consenso», ha detto a Speciale Tg1 su Rai 1 rispondendo alla domanda se durante le consultazioni è possibile una ricucitura tra Lega e M5s.

NECESSARIO TORNARE ALLE URNE

Infine, parlando a SkyTg24, Giorgetti ha aggiunto: «Auspichiamo che per puro spirito democratico siano gli italiani a decidere il loro futuro con le elezioni e che non ci siano manovre di palazzo e arroccamenti alle poltrone». «La spina oggi l’ha staccata Conte», ha proseguito l’esponente leghista secondo il quale «prima si va a votare, prima si fa un governo e prima si potrà fare un decreto legge per evitare entro il 1 gennaio l’aumento dell’Iva».

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