Un governo anti-Salvini? È pericoloso ma provateci

O l’accrocco democratico che si oppone alla Lega ha un progetto serio o non riuscirà a impedire all'attuale vicepremier di dilagare. Ma il Capitano, se non vincerà le prossime elezioni, potrebbe compromettere per sempre l’idea di una destra al potere.

13 Agosto 2019 14.52
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Ho letto, abbiamo letto, in questi giorni e mesi articolesse e dichiarazioni sulla genialità politica di Matteo Salvini. Uomo di popolo, che sa usare il suo corpo, che parla il linguaggio delle spiagge della gente comune e non quello di Capalbio (questa critica è stata rivolta soprattutto dai più ostinati e antichi frequentatori de ‘l’Ultima spiaggia’ capalbiese). Ho il sospetto che questo genio padano sia in fondo un pirla malgrado sia circondato da gente capace, soprattutto il sottosegretario Giancarlo Giorgetti.

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SALVINI PARE LA CARICATURA DI DICK CHENEY

Ciò che lo potrebbe far deragliare, oltre a un certo abuso di mojto e altri alcolici, è l’idea che il potere è fonte di diritto. Sembra la caricatura dell’ascesa di Dick Cheney, vice presidente di Bush junior, uomo nero per eccellenza, magistralmente raccontata nel film Vice in cui giuristi facinorosi elaboravano per lui teorie tendenti a superare la Costituzione e le regole delle istituzioni. Salvini ha detto: faccio cadere il governo e decido la data delle elezioni anticipate e poi comando io. Non si vota? È un colpo di Stato e qui gli sono venuti incontro tante brave persone, ma soprattutto la fanteria dei giornali di destra guidati da Vittorio Feltri che ormai merita il premio Nobel per il cattivismo.

SI PROFILA UNO SCENARIO AD ALTO RISCHIO PER TUTTI

Invece sta per accadere una cosa spiacevole per il nostro Dick (che ebbe tanti infarti, teniamolo presente!!), cioè o un governo tenuto assieme solo dalla volontà del non voto, o un governo che può realizzare un programma serio con un ripensamento sul recente passato che si sta avviando nel Pd e nei M5s. Ammiro le posizioni di principio. «Coi grillini neppure un caffè», è stata la mia bandiera. Ma se la crisi avvia in quel movimento una riflessione, espellendo le tossine di destra, non possiamo che esser contenti. È un gioco ad alto rischio. Lo è per Salvini, lo è per chi gli si oppone. Salvini, avendo frequentato da piccolo le trasmissioni di quiz della vecchia tivù, sa che rischia tutto. O vince o ha distrutto l’idea di una destra di governo, per sempre.

SIAMO ALLA CRISI PIÙ GRAVE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

L’accrocco democratico o fa una cosa seria con un progetto serio e senza ministri dei vecchi governi o non riuscirà ad impedire a Salvini di dilagare, poi resterà solo ai movimenti di massa fare da contrasto alle cose peggiori che il leghista farà. Dal punto di vista politico-istituzionale, e direi anche morale, è la crisi più grave della Repubblica. E la prima volta che capita che un uomo un po’ su di giri chieda i pieni poteri, che abbia una plebe che glieli vuole dare e una intellettualità di destra ed ex di sinistra che considera che sia giusto che li abbia. Un colonnello Tejero con l’appoggio della Palombelli. Per fortuna le ciambelle non sempre riescono col buco. La Repubblica è parlamentare, le famose masse dopo un po’ si rompono le scatole degli avventurieri che portano al disastro. Provate, amici, provate a fare qualcosa prima di arrendervi. E se vi arrendete combattete uniti.

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