Crisi di governo, la capigruppo si riunisce al Senato

I partiti si preparano a una battaglia a colpi di numeri e regolamenti. Ci potrebbero essere 159 senatori M5s, Pd, LeU, Misto contro i 136 voti potenziali di Lega, Fi e Fdi che chiedono di votare già il 14. Ma i Dem sono a rischio scissione e i grillini in travaglio.

12 Agosto 2019 08.38
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Rischia di essere molto duro lo scontro sui tempi della crisi di governo. Il Senato è convocato per votare il calendario alle 18 del 13 agosto. La capigruppo del Senato ha anche fissato per il 20 agosto le comunicazioni del premier Giuseppe Conte, ma anche questa data dovrebbe essere approvata dai senatori. Mentre, ha riferito la presidente del gruppo Misto Loredana De Pretris, la Lega insieme a Forza Italia e a Fratelli d’Italia «ha chiesto di votare la sfiducia a Conte mercoledì dopo Genova».

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PRIMO ASSE M5S-PD SUL CALENDARIO

La decisione di procedere con le comunicazioni del premier Conte il 20 è stata presa a maggioranza (PdM5sMisto). La decisione dovrà essere indirettamente confermata dall’Aula perché il centrodestra ha annunciato di voler portare in Assemblea sempre il 13 la richiesta di votare la mozione di sfiducia al presidente del Consiglio il giorno dopo. Qualora fosse bocciata la richiesta di calendarizzare la mozione del centrodestra si darebbe per acquisita la data del 20 agosto per le comunicazioni di Conte.

Alla conferenza dei capigruppo del Senato non si è registrata, come prevedibile, l’unanimità. E così la presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati ha deciso di far decidere l’aula, dove il centrodestra (Lega, Fi e FdI) è pronto a imprimere una forte accelerazione contro l’orientamento di M5s e Pd sulla calendarizzazione della mozione di sfiducia al premier Giuseppe Conte presentata dalla Lega. Il Carroccio sostiene che questa mozione abbia la priorità sulla mozione di sfiducia presentata dal Pd contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini per i presunti fondi dalla Russia, perché se approvata farebbe decadere l’intero governo.

LA LEGA: «SEMBRIAMO NON AVERE I NUMERI»

«Abbiamo chiesto di votare al più presto la mozione di sfiducia a Conte: siamo disponibili a votare anche il giorno di ferragosto per parlamentarizzare la crisi e poi andare a votare. Loro vogliono solo a prendere tempo per mantenere le poltrone», ha detto il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo. Nasce una nuova maggioranza M5s-Pd-Leu? «Quando si vedranno i voti sulla sfiducia capiremo. Fi e Fdi sono sempre stati coerenti. È giusto che domani l’Aula voti sul calendario, anche se sembriamo non avere numeri», ha detto il leghista.

SALVINI: «NON ATTACCATI ALLA POLTRONA E PRONTI A TUTTO»

Intanto il Carroccio ha tenuto al Grand Hotel Palatino di Roma l’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari, accogliendo tra gli applausi il segretario Salvini. «Non siamo attaccati alle poltrone, lo vedrete presto…», ha detto il ministro dell’Interno rispondendo indirettamente a Di Maio, ma soprattutto rispondendo alla domanda se sia intenzionato a ritirare la delegazione della Lega nel governo: «Sono pronto a tutto». E poi ha aggiunto: «Mi affido alla saggezza del Presidente della Repubblica: è evidente che non c’è un’altra maggioranza». Alcuni partecipanti all’incontro hanno raccontato che il leader del Carroccio è convinto che alla fine non si farà l’accordo tra M5s e Lega e che si andrà presto al voto.

«M5s e PD COSTRUISCONO RAMPA DI LANCIO PER CONTE BIS»

Forza Italia invece ha criticato la scelta di calendarizzare le comunicazioni del premier. «Le comunicazioni fanno parte di un traccheggiamento di M5s e Pd per creare una rampa di lancio per un Conte bis o un nuovo governo», ha dichiarato Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia, dopo la conferenza dei capigruppo. «Il Pd dica subito se vuole votare a favore della mozione di sfiducia a Conte o creare un nuovo governo. Noi non vogliamo creare accordicchi di palazzo. Casellati ha seguito il percorso giusto».

CASELLATI AVVERTE I PARTITI

La presidente Casellati aveva messo le mani avanti: «La convocazione dell’Aula, nell’ipotesi in cui il calendario dei lavori non venga approvato in capigruppo all’unanimità, non costituisce alcuna forzatura, ma esclusivamente l’applicazione del regolamento. È previsto infatti che sulle proposte di modifica del calendario decida esclusivamente l’assemblea, che è sovrana. Non il presidente, dunque. Il rispetto delle regole è a garanzia dei cittadini».

I DEM RICHIAMANO I PARLAMENTARI

Il Pd non l’ha presa bene. «Uno spettacolo indegno», una «forzatura gravissima quando nella capigruppo c’era l’accordo della maggioranza su Conte che avrebbe riferito il 20 in Aula», ha detto il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci al termine della capigruppo, parlando di «ennesimo oltraggio al Parlamento».«La Casellati», ha aggiunto, « non doveva prestarsi». Anche Leu denuncia la scelta di «piegare il regolamento – dice De Petris -a chi ha deciso dalla spiaggia», «attentando alla possibilità dei senatori di svolgere il proprio mandato».

IL TENTATIVO DI ISOLARE LA LEGA

A forza di girare per le spiagge, Salvini rischia di finire spiaggiato.E’ stato molto interessante leggere gli…

Posted by Pietro Grasso on Monday, August 12, 2019

Sulle strategie da portare avanti, ci sarebbe stata una telefonata, non confermata, tra Pietro Grasso e il segretario dem Zingaretti. Di sicuro i partiti si preparano a una battaglia senza esclusione di colpi. In campo c’è l’idea che Pd, Liberi e uguali, M5s e gruppo Misto escano dall’Aula al momento del voto sulla mozione di sfiducia, una volta che questa sarà stata calendarizzata, lasciando Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia in minoranza. È il cosiddetto lodo Grasso, rilanciato su Facebook dall’ex presidente del Senato: le forze di centrodestra «non hanno la maggioranza di 161 voti necessaria per imporre nulla».

159 PARLAMENTARI PD, M5s, LEU CONTRO 136 LEGA, FI, FDI

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In vista del voto in Senato, potrebbero essere presenti 102 senatori M5s su 107, 45 Dem su 51 e 12 senatori del Misto: in totale 159 parlamentari, contro i 136 voti potenziali di Lega, Fi e Fdi. Sono questi, a quanto si apprende, i numeri aggiornati secondo calcoli del Pd, al netto di chi non riesce a rientrare dalle vacanze. Il nuovo asse di M5s, Dem, Leu più altri del Misto, potrebbe approvare il suo calendario e programmare l’informativa di Conte non prima della prossima settimana.

ZINGARETTI BOCCIA IL GOVERNO ISTITUZIONALE

Da Zingaretti un invito all’unità: «Non è credibile l’ipotesi di un governo per fare la manovra economica e portare poi alle elezioni, sarebbe un regalo a una destra pericolosa che tutti vogliono fermare. Apriamo la crisi e vedremo con Mattarella quale è la forma migliore più seria e credibile per salvare l’Italia», ha detto prima di riunire al Nazareno i capigruppo con il presidente Gentiloni. ‘Nessuna spaccatura’, ha detto il renziano Marcucci. che secondo alcune fonti a prendo l’assemblea dei senatori ha dichiarato: «L’obiettivo di oggi è quello di arrivare ad un nuovo governo, di che natura dovrà essere, lo vedremo in seguito. La crisi dovrà essere totalmente parlamentarizzata: le comunicazioni di Conte saranno la priorità».

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LA LACERAZIONE NEL PD

Nel Pd, tuttavia, il rischio scissione è altissimo. Secondo Carlo Calenda ci sono anzi due Pd: «Uno ha i gruppi parlamentari e un altro ha il partito. Nell’ultima direzione ho proposto di creare una segreteria politica in cui la gente si guarda in faccia e prende una decisione comune. I primi a non volerlo sono stati i renziani. Renzi non si siede con nessuno, non prende la telefonata di nessuno e non discute con nessuno. Questa è la verità». Altre fonti hanno spiegato che la proposta di Renzi di fare un governo per la manovra è «sostanzialmente fallita: non ne parla nessuno e ha avuto l’effetto paradossale di compattare la maggioranza. E anche sul progetto annunciato di scissione fatto uscire sui giornali e non smentito, non c’è stata nessuna adesione, nessuno è venuto allo scoperto».

NEL M5S BUFFAGNI APRE AL VOTO ANTICIPATO

Nel M5s, al contrario, c’è chi preme per tornare alle urne il prima possibile, come vorrebbe – stando almeno alle dichiarazioni ufficiali – Salvini: «Io sono per andare a votare», ha detto infatti il sottosegretario con delega agli Affari regionali Stefano Buffagni, arrivando all’assemblea congiunta dei parlamentari che deve decidere la linea in vista della capigruppo. Per Buffagni, inoltre, un’eventuale alleanza con i dem «non è il tema» da discutere.

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DI MAIO REPLICA: «DECIDE MATTARELLA»

A stretto giro sono arrivate le determinazioni del capo politico del M5s, Luigi Di Maio, che in assemblea ha tracciato la via da seguire: «La Lega faccia dimettere tutti i suoi ministri da questo governo. Noi saremo al fianco di Giuseppe Conte. Ha il diritto di presentarsi alle Camere per dire quello che abbiamo fatto, quello che potevamo fare e che non faremo. Ci devono guardare negli occhi. E Mattarella è l’unico che decide quando e se andare a votare. Salvini ha detto ‘state sereni’ agli italiani, pagherà un caro prezzo per come ha tradito il Paese. Sta andando dal notaio per fare un patto con Berlusconi, svenderà la Lega come fece 20 anni fa. Si fa chiamare capitano, ma ha abbandonato la nave nel momento del coraggio».

«NESSUNO VUOLE SEDERSI AL TAVOLO CON RENZI»

Più tardi durante una diretta Facebook, Di Maio ha aggiunto: «Nessuno vuole sedersi al tavolo con Renzi. Sento parlare di aperture o di chiusure ma il M5s vuole solo una cosa: che si apra al taglio dei parlamentari. Ci aspettiamo che la Camera possa votare la legge». Poi se l’è presa direttamente con l’ex alleato: «Salvini ha deciso di mettere a rischio il Paese: un governo che nasce dopo il voto a ottobre non avrà il tempo di fare le cose. Se tutto va bene un nuovo governo ci sarà a dicembre e non avrà il tempo per fare tante cose come il taglio dell’Iva o di confermare il reddito e la pensione di cittadinanza. Andremo in esercizio provvisorio: un rischio assurdo».

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