La Lega ha presentato la mozione di sfiducia contro Conte

Salvini sul premier: «Spero non pensi a un altro governo. Un esecutivo Pd-M5s sarebbe orribile». Dura la replica M5s: «Stai vaneggiando, giullare». Il 12 agosto la conferenza dei capigruppo che decide la data del voto. Il Carroccio richiama tutti i parlamentari.

09 Agosto 2019 06.37
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La mossa è stata fatta. Il 9 agosto la Lega ha presentato una mozione di sfiducia in Senato contro il premier Giuseppe Conte, descrivendo il suo come un governo dei «troppi no». La presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha convocato la conferenza dei capigruppo che deve fissare la data del voto sulla mozione per lunedì 12 agosto alle ore 16. Contemporaneamente Salvini ha chiamato a raccolta i deputati e i senatori della Lega: «Siamo pronti a chiarire in Parlamento, anzi speriamo che il Presidente del Consiglio arrivi già settimana prossima. Io ho convocato tutti i parlamentari della Lega, nonostante siamo in pieno agosto, lunedì a Roma». L’idea dei gruppi è quella di convocare il voto tra il 19 e 20 agosto, date che lascerebbero aperta la possibilità che si voti a fine ottobre (la Lega vorrebbe il 13, più probabile il 27).

LA LEGA: «CONTE ASSENTE AL VOTO SULLA TAV»

«Troppi no (da ultimo il clamoroso e incredibile no alla Tav) fanno male all’Italia che invece ha bisogno di tornare a crescere e quindi di andare a votare in fretta. Chi perde tempo danneggia il Paese e pensa solo alla poltrona», ha affermato il partito guidato da Salvini nella mozione a prima firma del capogruppo Massimiliano Romeo. E ancora: «Il Presidente del Consiglio non era presente in aula, nel momento delle votazioni sulle mozioni» sulla Tav «per ribadire l’indirizzo favorevole alla realizzazione dell’opera che egli stesso aveva dichiarato pochi giorni prima nell’altro ramo del Parlamento e si è verificata la situazione paradossale che ha visto due membri del governo presenti esprimere due pareri contrastanti». «Le stesse divergenze», si legge ancora nel documento che mette fine all’esperienza di governo, «si sono registrate su altri temi prioritari dell’agenda di governo quali la giustizia, l’autonomia e le misure della prossima manovra».

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IL 12 AGOSTO LA CONFERENZA DEI CAPIGRUPPO CHE DETTA I TEMPI

Non ci sono paletti temporali fissati dal regolamento che stabiliscono un data esatta in cui l’Assemblea è chiamata ad esprimersi sulla mozione di sfiducia. Sia le mozioni di fiducia che quelle di sfiducia al governo debbono essere motivate e sottoposte a votazione nominale con appello. Salvini comunque spera in tempi accelerati. «Saremo a Roma lunedì, martedì e tutto il tempo necessario anche a Ferragosto, se serve. Speriamo che nessuno la butti più avanti perché anche i famosi mercati hanno bisogno di tempi certi. E quindi se si perdono 10-15 giorni senza un governo legittimato è un problema», ha detto il leader della Lega. Messaggio rincarato anche dai capigruppo del Carroccio Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari: «Prima si vota per un nuovo governo, prima si potrà lavorare alla manovra economica. Se qualcuno la tira per le lunghe avrà sulla coscienza un eventuale aumento dell’Iva».

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«SPERO CHE CONTE NON PENSI A UN ALTRO GOVERNO»

Nella mattinata del 9 agosto Salvini è tornato sul rapporto col presidente del Consiglio: «Spero che Conte non pensi a un altro governo come premier, diverso da questo. Ci siamo sempre detti che dopo questo governo ci sarebbero state solo le elezioni. Un governo Pd-Di Maio sarebbe orribile». «Sento toni simili tra Pd e Di Maio, sarebbe incredibile che ci fosse un governo così», ha detto Salvini secondo il quale «la cosa più trasparente e dignitosa è andare al voto prima possibile». Ma questo non significa che il responsabile del Viminale voglia dimettersi: «Dimettermi da ministro se mi candido premier? Una cosa alla volta. Intanto assicuriamoci di andare a votare, che sento un’aria strana in giro…».

IL M5s: «CARO SALVINI STAI VANEGGIANDO, GIULLARE»

Netta la replica scritta del M5s: «Caro Salvini stai vaneggiando, inventatene un’altra per giustificare quello che hai fatto, giullare». «Questa storia di Di Maio-Renzi è una fake news di Salvini per nascondere il tradimento del contratto di governo e del Paese», si legge nella nota. A stretto giro è arrivato anche un commento sul paventato aumento dell’Iva da parte della Lega. «Ecco l’ammissione di responsabilità della Lega», hanno dichiarato fonti pentastellate, «con la nota diramata da poco i leghisti ammettono che con la caduta del governo decisa da Salvini aumenterà l’Iva. Si tratta di un autogol tremendo, il problema è che il torto lo faranno agli italiani. Incoscienti!».

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LE POSSIBILI MOSSE DI CONTE

Secondo fonti M5s, Conte starebbe valutando di comunicare al capo dello Stato di non avere intenzione di continuare a gestire il governo, sia pure per l’ordinaria amministrazione: questa mossa aprirebbe la strada a un governo di garanzia per traghettare il Paese al voto e sbarrerebbe a Salvini la possibilità di gestire le elezioni dal Viminale. Il premier preferirebbe, ragionano fonti parlamentari, presentarsi alle Camere solo dopo impegni istituzionali come il G7 che si aprirà a Biarritz il 24 agosto e dopo aver comunicato all’Ue il nome del commissario italiano, che a questo punto sarebbe di sua diretta indicazione. Ma la Lega preme per far presto e anche se non otterrà di votare già questa settimana (difficile convocare i parlamentari ad horas, anche considerato che il 14 agosto ci sono a Genova le celebrazioni per l’anniversario del ponte Morandi), la convinzione è che non si andrà molto oltre il 20.

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QUANDO SI POTREBBE VOTARE

Ma quando si discuterà la sfiducia: subito, come vorrebbe la Lega, o dopo Ferragosto, come vorrebbe il M5s? In questo secondo scenario, che al momento sembra più realistico, le consultazioni potrebbero svolgersi tra il 24 e il 26 agosto. E lo scioglimento delle Camere potrebbe avvenire entro il 27 per andare a voto, dopo i 60 giorni previsti dalla legge, nell’ultimo fine settimana di ottobre. Di Maio, tuttavia, vorrebbe far precedere l’apertura della crisi dal voto definitivo sul taglio del numero dei parlamentari, previsto per il 9 settembre. Eventualità che Salvini vede come fumo negli occhi: «Se passa questa legge non si va più a votare, tanta gente che ha paura di non essere rieletta userà nei prossimi giorni qualsiasi mezzo per mantenersi la poltrona ancora a lungo. Tempo scaduto».

IL NODO DELLE ALLEANZE

Nonostante la mozione non sia ancora stata votata la macchina delle alleanze elettorali si è già messa in moto, in particolare nel centrodestra. La prima ad esporsi è stata Giorgia Meloni: «Noi le alleanze le facciamo prima del voto e non dopo, perché vogliamo essere chiari, siamo la forza più coerente, siamo concreti e affidabili». Ha detto la leader di Fdi, a Radio Anch’io, su Radio Rai Uno. «Non credo che Salvini vada da solo, non avrebbe molto senso rischiare di fare un altro governo con un gioco di palazzo dopo il voto, piuttosto che un’alleanza che gli italiani invocano da mesi. Nelle ultime elezioni Lega e Fdi sono cresciuti». Dello stesso avviso anche Silvio Berlusconi: «Non saranno adesso le manovre di palazzo, i disperati tentativi propri del peggior teatrino della politica a risolvere i problemi degli italiani». Ha spiegato il capo di Forza Italia ricordando che il centrodestra governa «la maggior parte delle Regioni e dei Comuni con successo», chiedendo di «non fare perdere al Paese altro tempo» con «avventurismi. Scegliamo la via della chiarezza: sottoscriviamo un accordo prima del voto», «scriviamo un programma tutti insieme» per mettere in campo «la squadra dei sì».

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