Conte al Senato attacca Salvini e annuncia le dimissioni

Il premier durissimo in Aula: «Dal ministro dell'Interno scelta grave. Ha seguito interessi personali e di partito». Poi annuncia le dimissioni. Il leghista al M5s: «Per le riforme noi ci siamo». I grillini: «Si dimetta e basta».

20 Agosto 2019 08.38
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«L’azione del governo si arresta qui». È quasi a metà del suo intervento nell’aula di palazzo Madama che il premier Giuseppe Conte ha messo la parola fine ai 14 mesi di governo gialloverde aprendo ufficialmente la crisi. Un intervento in cui il presidente del Consiglio ha difeso quanto fatto, «abbiamo lavorato fino all’ultimo giorno», ricordato ancora il lavoro da fare, ma soprattutto ne ha approfittato per lanciare un duro affondo contro Matteo Salvini.

Il premier è stato una furia e non ha usato giri di parole nel bollare Salvini come «irresponsabile» per aver aperto una crisi solo per «interessi personali e di partito». Un crescendo di accuse che è arrivato dopo mesi passati a dosare e mediare ogni parola. Conte alla fine è apparso senza filtri. Ha ripercorso i mesi del governo elencando tutti i problemi creati dal leader della Lega, ultimo appunto la decisione di aprire una crisi con il rischio, ha ricordato Conte, che senza un nuovo esecutivo il Paese andrà in esercizio provvisorio e ci sarà l’aumento dell’Iva: «I comportamenti del ministro dell’Interno rivelano scarsa sensibilità istituzionale e una grave carenza di cultura costituzionale».

Far votare i cittadini è l’essenza della democrazia, sollecitarli a votare ogni anno è irresponsabile


Conte sulle elezioni anticipate

Il capo del governo che in diverse occasioni si è rivolto a Salvini chiamandolo Matteo (Conte è seduto in mezzo ai due vicepremier) lo ha accusato di aver oscurato quanto fatto dall’esecutivo: «hai macchiato 14 mesi di attività mettendo in dubbio anche quanto fatto dai tuoi ministri».

LEGGI IL COMMENTO: Conte surclassa Salvini e lo riduce a macchietta

CONTE E LA PREOCCUPAZIONI PER I “PIENI POTERI” INVOCATI DA SALVINI

A un certo punto, il capo del governo è arrivato a definirsi «preoccupato» da chi «invoca piazze e pieni poteri». L’affondo non si è fermato solo alla decisione di mettere fine all’esperienza gialloverde ma ha toccato anche dossier delicati come il Russiagate. Conte gli ha imputato di non essere andato in Aula e di aver creato problemi allo stesso presidente del Consiglio. Alla fine, alla notizia che la Lega aveva ritirato la mozione di sfiducia contro l’esecutivo, Conte ha aggiunto: «Se c’è mancanza di coraggio, non vi preoccupate, me ne assumo io la responsabilità io davanti al Paese».

Se avessi accettato di venire qui al Senato per riferire sulla vicenda russa che oggettivamente merita di essere chiarita…


Conte sul Russiagate

Durante i suoi interventi il capo del governo non ha tenuto fuori nulla, nemmeno il ricorso di Salvini ai simboli religiosi. Si tratta per Conte di «uso incosciente di simboli religiosi». Nel corso del dibattimento a Palazzo Madama il premier non è stato l’unico a rimproverare a Salvini l’uso del rosario nei comizi. Insomma parole dure quelle del capo del governo che hanno avuto l’effetto di trasformare l’aula del Senato in uno stadio in cui Lega e Movimento si sono urlati offese a vicenda replicando quanto è accaduto fuori palazzo Madama dove sostenitori di Lega e pentastellati, si danno battaglia suon di cori ed insulti.

Salvini bacia il rosario mentre Conte lo attacca sull’uso dei simboli religiosi. (Ansa)

L’INTERVENTO DI SALVINI: «RIVENDICO TUTTO»

La tensione non si è placata nemmeno per un minuto, il premier non ha fatto nemmeno in tempo a concludere il suo intervento che Salvini, lasciati gli scranni del governo per prendere posto in quelli della Lega, ha lanciato il suo affondo: «Rifarei tutto quello che ho fatto», ha premesso il vicepremier spiegando che se l’esperienza di governo si è interrotta è a causa «dei signor No che da mesi in consiglio dei ministri ed in parlamento bloccavano tutto. E poi», ha ricordato, «due settimane fa la forza di maggioranza ha votato la sfiducia sulla Tav quindi ci cosa stiamo parlando».

La durezza del discorso di Conte? Non mi preoccupo… non rispondo agli insulti


Salvini ai cronisti fuori dal Senato

Il leader della Lega ha chiesto con insistenza il ritorno alle urne, e fatto ironicamente gli auguri ai pentastellati in caso di governo con il Pd: «Buon lavoro con il partito di Bibbiano», ma poi con una delle solite giravolte ha teso di nuovo la mano agli ormai ex alleati: «Se volete fare una manovra coraggiosa, tagliare i parlamentare e completare le riforme noi ci siamo». È stata l’ultima apertura a un ritorno al passato.

LEGGI ANCHE: Come si può sfrattare Matteo Salvini dal Viminale

crisi di governo matteo renzi diretta senato
Matteo Renzi in Aula. (Ansa)

GLI INTERVENTI DELLE OPPOSZIONI

È stato infatti lo spettro di un governo Dem Cinque-Stelle a tenere banco. Un’ipotesi invocata senza giri di parole dall’ex segretario del Pd Matteo Renzi: «Non sarebbe un colpo di Stato, serve un nuovo esecutivo per evitare l’aumento dell’Iva», anche se ha chiuso alla possibilità che il “Giglio magico” (vedi alla voce Boschi e Lotti) possa farne parte. Più cauto il leader Dem Nicola Zingaretti che ha dettp di «apprezzare» le parole di Conte ma ha chiesto che il capo del governo riconosca gli errori perchè solo così si può parlare di una nuova fase politica. Un’ipotesi che vedrebbe l’appoggio di Liberi e Uguali

Lei ha fatto un governo col 17% e non col 51% e questo governo ha fallito anche per sua responsabilità


Renzi a Salvini

Sul piede di guerra il resto dell’opposizione. Fratelli d’Italia ha fatto eco alla Lega e chiesto le elezioni così come Forza Italia: «Conte pensa al bis», ha detto la capogruppo Anna Maria Bernini, «ma l’unico antidoto alla crisi sono nuove elezioni». Con le dimissioni di Conte, le redini della crisi passano nelle mani del presidente della Repubblica che avvierà le consultazioni per verificare la possibilità di un nuovo governo prima di sciogliere le Camere a partire dal 21 agosto.

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