Salvini e Berlusconi studiano il nuovo contratto per il centrodestra

Riaperto il cantiere tra Lega e Forza Italia. Carroccio e azzurri a lavoro per un programma comune. Si studiano i candidati per i collegi uninominali e si ipotizza già la spartizione dei ministeri.

12 Agosto 2019 22.24
Like me!

Lega e Forza Italia, di nuovo assieme: se si va al voto presto, sono pronti a presentarsi nei collegi con candidati unici, convinti di poter fare cappotto. Se invece ci sarà un nuovo governo, saranno uniti in parlamento nei mesi futuri nel fare un’opposizione ferrea a intransigente. E pronti, ad ogni modo, a sottoscrivere insieme, prima del voto, un programma comune, un contratto bis, anche se la formula non piace più di tanto, che impegni l’azione futura dei due partiti.

LEGGI ANCHE: Le possibili alternative al voto dopo la crisi di governo

LA POSSIBILE DIVISIONE DEI MINISTERI

Sono questi i presupposti in vista del faccia a faccia in programma a breve tra il segretario federale della Lega, Matteo Salvini e il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Forza Italia al momento pare certa di aver convinto il vicepremier leghista che senza gli azzurri non si va al voto e soprattutto non si vince al sud. E, in vista del faccia a faccia tra i due, si starebbe entrando nel dettaglio della suddivisione dei collegi ma anche dei dicasteri qualora il centrodestra dovesse vincere le prossime elezioni. Gli azzurri punterebbero ad alcuni ministeri chiave come la Giustizia ed il Mise, si ragiona in ambienti parlamentari. Idee cominciano a circolare anche per quanto riguarda le presidenze delle Camere. Per Montecitorio si farebbe anche il nome di Giorgia Meloni, mentre al Senato non si escluderebbe una riconferma di Elisabetta Casellati.

LEGGI ANCHE: Le tappe della crisi, da Conte al Senato fino al ritorno alle urne

SI PUNTA A PRENDERE QUASI TUTTI I COLLEGI UNINOMINALI

Un accordo che, spiegano fonti di Forza Italia, conviene a tutti: gli sherpa calcolano che il centrodestra, la coalizione formata da Lega, Fi e FdI, potrebbe con facilità conquistare quasi tutta la quota maggioritaria prevista dal Rosatellum, ovvero quel 37% dei seggi (232 alla Camera e 116 al Senato) assegnato dal voto nei collegi uninominali. Le stesse fonti parlano della possibilità concreta di una sorta di cappotto, al Nord, ma anche al Sud, dove potrebbero vincere tutti i collegi tranne 4 o 5 al massimo.

QUASI SICURO IL NO DI FI A GOVERNI CON M5S E PD

Mentre il Pd si divide sull’ipotesi di governi istituzionali o meno, Forza Italia assicura che l’intesa con Salvini farebbe fugare ogni dubbio interno ai suoi gruppi sull’eventuale tentazione di essere coinvolti in nuovi esecutivi. Forse solo qualche disperato al Senato, ha assicurato un esponente azzurro, potrebbe pensarci sul serio. Tuttavia quello che è certo che una volta raggiunta l’alleanza con la Lega, hanno ragionato gli stessi ambienti, tutti i candidati azzurri eletti nel mezzogiorno saranno rieletti: un deterrente importante per mantenere il gruppo compatto. L’idea predominante sembra essere quindi che la coalizione abbia davanti una “prateria”, in cui ognuno se vuole può interpretare un suo ruolo, anche quello di una forza più moderata o più liberale rispetto al partito di Salvini.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *