La casa brucia e il Pd stupidamente si divide

Con la crisi tra Lega e M5s in atto, i dem pensano di dividersi invece di ingaggiare una seria battaglia contro Salvini, sia che si vada al voto sia che si scegla il governo istituzionale.

12 Agosto 2019 10.06
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La discussione attorno alla scelta «elezioni subito o governo istituzionale» è resa più difficile dalla quantità di contumelie che le parti avverse si lanciano l’uno contro l’altra. Soprattutto nel Pd.

Il problema non è la nuova contrapposizione Renzi-Zingaretti (in aiuto dl segretario c’è Carlo Calenda) che è fondata su una legittima differenza di linea ma sui sospetti che l’uno lancia sull’altro. Addirittura con voci di scissione, scelta che sarebbe incomprensibile. Tutta roba al di sotto del dramma italiano. Non so se più piccinerie o meschinerie. Fingo di non averle lette.

URNE ANTICIPATE O GOVERNO ANTI-SALVINI: I PRO E I CONTRO

Contro il governo proposto da Matteo Renzi, che potrebbe piacere anche a Beppe Grillo, depongono i seguenti fattori:

a) Un partito che ha perso le scorse politiche (Pd) e un altro che perderà le prossime (M5s) non danno bella mostra di sé impegnandosi a rinviare il voto sine die.

b) Fra Pd e pentastellati non c’è solo una storia di contumelie, ma c’è una contrapposizione programmatica molto seria. La riforma Bonafede sulla Giustizia è inaccettabile. Una linea di decrescita “felice” è altrettanto inaccettabile.

Il leader della Lega, il vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno Matteo Salvini, in un fermo immagine tratto dalla diretta Facebook da Siracusa.

A favore del rinvio del voto grazie alla nascita di un governo istituzionale ci sono argomenti altrettanto seri:

a) Il Paese che va a votare a ottobre vedrà l’aumento inesorabile dell’Iva e il rinvio di decisioni cruciali, fra cui quelle della prossima finanziaria.

b) È ragionevole mettere in campo tutto ciò che può servire a fermare Matteo Salvini, a fargli saltare i nervi, a mostrarlo all’opinione pubblica come il capo di una coalizione pericolosa per il programma autoritario, antieuropeo e per il clima da guerra civile fomentato dal capo della Lega (non so se tutti i leghisti condividono questa scelta estremista).

SE SI SCEGLIE UN GOVERNO ISTITUZIONALE SERVE SERIETÀ

Salvini va fermato con ogni mezzo, anche con un governo imprevisto e imprevedibile che lo contenga. Questo nuovo governo, però, deve essere fatto da persone serie, che facciano cose, che abbiano in testa progetti per creare lavoro, che sappiano andare incontro alla povertà con misure forti, che stia in Europa con intelligenza, che abbia una politica estera indipendente da Donald Trump e, soprattutto, da Vladimir Putin. Nessun ministro deve esser chiacchierato, non deve esserci alcuna figura legata a una corrente, deve apparire e essere un governo di pacificazione. Il contrario del governo Monti. Il Pd non può andare a questo appuntamento spaccato. Chi lo spacca si assume la responsabilità di aprire la strada alla destra più estremista. Serve una forza che appaia unitaria, conciliativa verso la società che ribolle, capace di realizzare cose.

ANCHE SE COL VOTO ANTICIPATO RIMANE IL PROBLEMA ALLEANZE

Se si scegli la strada del voto, però, lo si dica presto. Al voto avremmo, comunque, almeno una parte dei problemi che abbiamo con il governo anti-Salvini. Come si va alle urne? Si va ciascuno a modo suo o si crea una alleanza che assomigli al governo che non si vuole fare ora? Se si sceglierà di votare servirà un Pd che si allarghi, sarebbe importante che i cinque stelle abbiano nel programma la rinuncia a qualsiasi intesa con Salvini, che le forze di destra costituzionali abbiano davvero voce in capitolo.

L’unica vera necessità, sia per l’una sia per l’altra soluzione, è mettere in campo una classe dirigente a cui il Paese possa guardare con fiducia

La mia opinione, per essere sinceri, è ballerina. Talvolta credo che sia meglio la strada del governo, altre volte no. Non credo che il governo di tutti ingrasserebbe Salvini. Il leader della Lega all’opposizione perderebbe voti se il governo istituzionale facesse il contrario di quello che fece Monti. L’unica vera necessità, sia per l’una sia per l’altra soluzione, è mettere in campo una classe dirigente o, al minimo, due-tre personaggi di garanzia che non mollino mai la presa, a cui il Paese possa guardare con fiducia sia se gli si chiederà di sostenere un governo sia se gli si chiederà di dare forza a chi vuole battere Salvini nelle urne. È un momento drammatico. È difficile scegliere, ma sarebbe ora di smetterla di lanciarsi spiritosaggini l’uno contro l’altro, se si vuol combattere Salvini. Anche perché c’è poco da ridere.

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Commenti: 6

  1. Concordo in pieno… e aggiungo queste sagge parole di Franz Kafka:
    “Non c’è di peggio del disordine quando si hanno capacità esigue.”

  2. Non credo che il Pd si divide, forse è Zingaretti che non ha mai contato niente o quasi avendo Renzi schierato i suoi nei posti chiave del partito. Comunque la si pensi meglio un accordo con il M5S piuttosto che un pericoloso governo dei tamarri (Salvini, Meloni e il rigor mortis).

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