Salvini: «Il reddito di cittadinanza va rivisto, così non si assume»

Il leader della Lega intervistato dal Corriere ha detto di essere pronto a rivedere la misura per il lavoro. E sul cantiere del centrodestra dice: «Non ci sono ancora alleanze».

14 Agosto 2019 09.19
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Le prove di una nuova maggioranza con l’«inciucio» Pd-M5S, il tentativo in extremis di offrire ai Cinque Stelle l’appoggio sul taglio dei parlamentari per poi andare subito al voto, e soprattutto la volontà di rivedere il reddito di cittadinanza. Questi i temi principali affrontati dal leader leghista Matteo Salvini, in un’intervista al Corriere della Sera richiamata in prima pagina.

PRONTA UNA REVISIONE DEL REDDITO DI CITTADINANZA

Se la Lega vincesse le elezioni e creasse un governo sarebbe «con Giancarlo Giorgetti ministro dell’Economia. Questo è quello che voglio e per cui lavoro», ha detto il vicepremier, «A differenza di quello che dicono Renzi e Di Maio, con il nostro governo non è in discussione quota 100 e non si toglieranno gli 80 euro. Semmai, sarà doveroso verificare il reddito di cittadinanza. Ci arrivano centinaia di segnalazioni, molte delle quali a me personalmente, da parte di imprenditori che quest’anno non riescono ad assumere i lavoratori che avevano l’anno scorso». Per Salvini, infatti, «fanno fatica i ristoranti, fanno fatica in agricoltura, fanno fatica in moltissimi… Per carità, noi il reddito di cittadinanza lo abbiamo votato e speriamo che crei lavoro. Ma se lo toglie, bisognerà studiarlo».

LITE GARAVAGLIA-M5S SUGLI AVENTI DIRITTO

Un altro colpo alla misura è arrivato dal viceministro leghista all’Economia Massimo Garavaglia: «Il 70% di chi lo chiede probabilmente non ne ha diritto. Bisogna rivedere la misura dando di più a chi ne ha più bisogno e intervenire in favore delle imprese abbassando pesantemente il cuneo per chi assume», ha spiegato. Rapida la replica, via Facebook, del Movimento cinque stelle: «Il reddito di cittadinanza è una misura che difendiamo con tutte le nostre forze. Una misura che ha ridato dignità alle persone e che assicura la tenuta sociale del paese». «Oggi», si legge ancora nel posto, «il forse ex sottosegretario a corrente alternata Garavaglia (non abbiamo ancora capito se la Lega ha ritirato i suoi ministri o meno) dice che il 70% di queste famiglie non ha diritto al reddito. È la più grande cretinata mai sentita!».

I NUMERI DEI GRILLINI SUL REDDITO

Il M5s ha ricordato che «905.000 famiglie oggi possono guardare al futuro con la prospettiva di uscire da una condizione di difficoltà». «Sono persone che hanno pienamente diritto, i controlli sono stati rigorosi e l’Inps controlla continuamente la platea. Rispondiamo con i numeri alle provocazioni: 1,4 milioni le domande presentate; accettate ad oggi 905 mila; 32 mila decadute (isee variato, variazione nucleo familiare); 1025 le rinunce. 185 i lavoratori in nero percettori del reddito scoperti all’Ispettorato Nazionale del Lavoro. A Garavaglia diciamo basta sparare cretinate. Lo ricordiamo poco tempo fa dire nessun problema di coperture per la Flat Tax. Mai viste! Se è a conoscenza di percettori del reddito di cittadinanza che non ne hanno diritto andasse alla Guardia di Finanza a denunciare».

ACCOLTE 922.487 DOMANDE, QUASI 400MILA (Il 26,8%) RESPINTE

L‘Inps nel pomeriggio del 14 agosto ha diffuso i dati ufficiali: le domande di reddito di cittadinanza presentate al 31 luglio sono 1.491.935. Ne sono state accolte 922.487, mentre quasi 400mila sono state respinte e circa 170mila sono in evidenza per ulteriore attività istruttoria. La percentuale di domande respinte è attualmente al 26,8%. Ad oggi vi sono state 1.025 rinunce, mentre circa 32mila nuclei sono decaduti dal beneficio. «I controlli sono stati massivi e preventivi», ha detto soddisfatto il presidente Inps Pasquale Tridico.

IL NUMERO DEI PERCETTORI DOVREBBE CRESCERE

L’Inps ha ricordato che le domande sono lavorate entro il giorno 15 del mese successivo a quello della presentazione e che, a partire da tale data, Inps invia le disposizioni di pagamento a Poste, che provvede a ricaricare le carte. Per le domande presentate a luglio i flussi di pagamento sono stati già inviati a Poste il 9 agosto. «Ricordo che nella relazione tecnica bollinata dalla Ragioneria Generale dello Stato i nuclei interessati dalla misura sono 1,2 milioni, quindi molto probabilmente il numero dei percettori dovrebbe ancora crescere», ha detto il presidente Inps.

SOTTO LA LENTE DELLA GUARDIA DI FINANZA 600 MILA BENEFICIARI

Sui controlli Tridico ha aggiunto: «Abbiamo continui contatti con l‘Agenzia delle Entrate, l‘Ispettorato Nazionale del Lavoro, la Guardia di Finanza e le altre Autorità di controllo e l’azione sinergica delle Amministrazioni dello Stato sta facendo emergere il lavoro nero di chi ha provato comunque a chiedere il reddito di cittadinanza, anche se la maggior parte di chi lavora a nero non fa domanda di Reddito di cittadinanza. In particolare, la Guardia di Finanza ha a disposizione 600mila beneficiari da noi forniti; di questi esaminerà i profili di rischio, cioè individuerà una piccola parte che, per come selezionata, è anche possibile raggiunga elevate percentuali di irregolarità, ma questo dimostrerà la bontà dei sistemi di individuazione del rischio e di controllo adottati, restando poco rilevante rispetto al totale dei beneficiari. Al momento comunque non ci sono dati. Inoltre – conclude il presidente dell’Inps – se ci sono state truffe come accade a volte con altre prestazioni (ad es. percettori di Naspi che lavorano a nero o falsi invalidi), saranno severamente perseguite ai sensi di legge».

CANTIERE DEL CENTRODESTRA ANCORA IN ALTO MARE

Salvini ha poi detto di aver sentito Berlusconi solo al telefono e riguardo alla possibilità di correre insieme alle politiche ha spiegato: «Io ho lanciato l”Italia del sì senza preclusioni, ma questo non vuole dire che già ci siano accordi o altro. Tra l’altro, le vecchie etichette sono del tutto superate». Il leader hdel Carroccio ha poi speigato che di «listini o listoni» non si è parlato e che «nessuno vuole inglobare nessuno». Le opposizioni «in qualunque parte del mondo hanno fretta di votare. Il Pd, invece, ha bisogno di tempo per inciuciare», ha continuato, aggiungendo: «La nostra priorità è sventare l’inciucio, con quale formula e quale squadra ci ragioniamo». Poi, sulle contestazioni ricevute in Calabria, Catania e online, conclude, «la critica ci sta, in piazza e sul web. Ma il mio discorso in Aula ha fatto 40 mila visualizzazioni contemporanee. Chi può dire altrettanto?».

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