Crisi, l'appello del Colle all'Europa

Crisi, l’appello del Colle all’Europa

18 Agosto 2013 13.55
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Giorgio Napolitano ha lanciato un appello all’Europa perché
«sia unita, o verrà sommersa dalla globalizzazione».
Nella videointervista registrata il 18 agosto per il meeting di
Cl a Rimini, il presidente della Repubblica si è augurato «una
nuova fase di sviluppo per i giovani» e ha sostenuto che
l’Europa sia «malata di mancato sviluppo economico e
sociale. Non riesce a crescere, sta perdendo velocità, sta
perdendo competitività e questo è senza dubbio uno dei fattori
fondamentali di crisi dell’Europa».
Oggi non c’è più bisogno dell’Europa per garantire la
pace interna, ha aggiunto Napolitano, però «c’è bisogno di
essere uniti e più integrati di prima, se no l’Europa
rischia di essere sommersa dal processo di globalizzazione, di
perdere peso in modo drastico, di avere una voce sempre più
flebile, di non riuscire ad esprimere i valori che un lungo
patrimonio storico ha inciso nell’identità europea».
SPINTA ALLA CIRCOLAZIONE DELLE GIOVANI MENTI. Il
presidente ha poi considerato «assurdo avere timore» della
circolazione per l’Europa delle giovani menti. «Questi
giovani costruiscono un futuro per sé e per l’Europa anche
uscendo dai confini storici delle proprie antiche nazioni.
Lavorando insieme bisogna non solo formarsi insieme, ma creare
anche spazi di ricerca e di occupazione in comune».
IMPOVERIMENTO SPIRITUALE E CULTURALE. Infine una
considerazione più ampia sulla società. Davanti
all’emergenza rappresentata da «una grave forma di
impoverimento spirituale e culturale» serve una reazione secondo
il capo dello Stato, per il quale è importante il «contributo
che viene ai più alti livelli dalla Chiesa Cattolica, contributo
che soltanto dei ciechi possono non vedere».
Secondo Napolitano, «può reagire la cultura, possono reagire
certamente le istituzioni più di quanto non facciano. Possono
reagire i sistemi educativi. Può reagire, molto di più di
quanto non faccia, il sistema di informazione. E possono
contribuire molto le grandi organizzazioni sociali: comprese le
organizzazioni ispirate a una fede religiosa».

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