Crisi, lite governo-sindacati

Redazione
20/08/2012

Cl, ovvero Comunione e liberazione. Ma anche Crisi lontana. L’insolito ottimismo isituzionale di fine agosto ha portato una ventata di...

Crisi, lite governo-sindacati

Cl, ovvero Comunione e liberazione. Ma anche Crisi lontana.
L’insolito ottimismo isituzionale di fine agosto ha portato una ventata di serenità a Rimini, come se il governo dei tecnici volesse tranquillizzare i ciellini presenti al meeting e così gentili da invitarli: «Sì, la vedo l’uscita dalla crisi. Dipenderà molto da quello che riusciremo a fare», ha dichiarato Corrado Passera, forse per alleviare le pene del settembre nero che lo attende.
FIDUCIOSO COME MONTI. E non la vedeva solo lui. Erano almeno in due negli ultimi due giorni, e il ministro dello Sviluppo economico è stato in buona compagnia in quanto ad autorevolezza del parere sulla situazione economica: anche il premier Mario Monti si era guardato alle spalle con quell’aria da ‘pericolo scampato’: «Un anno fa pensavamo meno di oggi di essere in crisi, ma credo che lo fossimo di più».
GIOVANI PERÒ SENZA LAVORO. Ma alcuni giovani – ciellini fiduciosi ma non stolti – avevano gridato: «Lavoro, lavoro!».
E qualche ragione ce l’hanno, visto che 600 mila di loro sono senza un posto e che l’Eurostat ha fotografato dati impietosi: gli occupati in Italia sono (al primo trimestre di quest’anno) 450 mila in meno che nel 2007.
«LE TASSE SONO UNA ZAVORRA». Del resto da parte dell’esecutivo non è arrivata una ricetta precisa, ma un generico «Occorre trovare le risorse per abbassare le tasse» perché sono «una zavorra», ha spiegato Passera.
Bisognerebbe poi «puntare sulla produttività con la collaborazione delle parti sociali».

Sindacati allibiti: «Ripresa? I nostri dati dicono tutto il contrario»

Il problema è che la pronta risposta di Cgil-Cisl-Uil non ha imboccato la via della distensione, anzi: dove sarebbe questa luce in fondo al tunnel? Ci vuole fantasia per scorgerla. E i sindacati l’hanno fatto presente al governo: «Ci aspetta un autunno molto difficile», ha ricordato Elena Lattuada, segretaria confederale della Cgil, riportando l’Italia alla realtà.
«Faccio fatica a comprendere dove vedano l’uscita dalla crisi. I dati in nostro possesso, ma anche quelli di Confindustria, ci dicono tutto il contrario».
UIL: «OTTIMISMO INFONDATO». Quasi stizzito il leader della Uil Luigi Angeletti: «Non vedo spiragli positivi, dire che ci sono è una manifestazione di ottimismo necessaria, ma assolutamente infondata. La recessione si annuncia peggiore del 2012, peggiore anche delle stime che il governo aveva fatto».
Raffaele Bonanni della Cisl ha provato a fidarsi, se non altro: «Spero che Monti abbia ragione, il Paese è in una situazione disastrosa e credo che la fine della crisi la vedremo solo quando tutti tireranno da una sola parte per affrontare i nodi che abbiamo di fronte».
LE IMPRESE: «IL NOSTRO LO FACCIAMO». Poi sono intervenuti gli imprenditori, che non hanno salutato con entusiasmo né le parole di Passera né l’intervento dei giorni scorsi dal ministro del Lavoro Elsa Fornero («Il governo ha risanato il Paese. Ora tocca alle imprese»).
Il presidente di Rete Imprese Italia, Giorgio Guerrini, ha replicato così: «Noi maciniamo eccome, nonostante fattori di competitività sfavorevoli».
Un rimbalzo di responsabilità per quest’ultimo tragitto che porta al 2013: «Il governo sfrutti al meglio gli ultimi 3-4 mesi di legislatura per dare una svolta».
Chissà che arrivati a quel punto la crisi non possa essere (davvero) finita.