Crisi spagnola, si profila il taglio delle pensioni

Redazione
20/08/2012

Mentre Moody’s ha previsto una crescita negativa del 2% e una contrazione economica tra lo 0,5% e l’1,5% nel 2013,...

Mentre Moody’s ha previsto una crescita negativa del 2% e una contrazione economica tra lo 0,5% e l’1,5% nel 2013, la Spagna potrebbe avere bisogno di toccare l’ultimo tabù per andare incontro alle condizioni europee in cambio degli aiuti e dell’intervento della Banca centrale: tagliare le pensioni, che valgono 115 miliardi di euro.
Il 20 agosto l’agenzia di rating ha avvertito che la debolezza delle economie della zona euro e le divergenze fra Nord e Sud alimentano il rischio di nuovi chock per la Regione ma il vero choc è quello dei cittadini.
Mentre sono ancora incerti, fra rumours e smentite, i dettagli dell’azione di Francoforte, il governo di Madrid ha visto diminuire sempre più il suo margine di manovra con il mercato che ha chiesto di non dilazionare la richiesta di aiuti a Bruxelles, pena il precipitare in una situazione ‘greca’.
COLLOCAMENTO DEI TITOLI A BREVE TERMINE. Il Tesoro iberico martedì 21 agosto ha in programma, dopo la pausa di Ferragosto, di collocare titoli a breve termine (12 e 18 mesi).
Se sull’asta non ci sono particolari problemi tuttavia preoccupano gli appuntamenti di settembre quando è atteso un picco nelle necessità di rifinanziamento.
IL MERCATO ATTENDE RISULTATI PER SETTEMBRE. Per quella data il mercato (l’ultimo in ordine di tempo è il potente fondo di investimenti Pimco) si attende che il governo abbia avanzato formalmente ai partner europei, nella serie di Vertici Ue, la richiesta di aiuti e si sia concretizzato lo scudo anti spread.
Anche due economisti, Luis Garicano (London School Economics) e Jesus Fernandez Villaverde (Università di Pensilvania) sull’Ft hanno chiesto di «agire in fretta» a un premier Rajoy che è stato descritto come troppo esitante e non in grado di varare riforme efficaci.
TEMA DEI DISOCCUPATI AL CONSIGLIO DEI MINISTRI. Il prossimo consiglio dei ministri è stato fissato intanto per il 24 agosto per la riforma degli aiuti ai disoccupati. Difficile che scopra le carte sugli aiuti al settore bancario e sull’intervento della Bce.
Ma per ottenere gli aiuti, Madrid deve soddisfare «le strette condizioni» chieste soprattutto da Francoforte.
LA SPAGNA POTREBBE NON RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI. Come hanno rilevato diversi studi, l’ultimo è arrivato da Bank of America, la situazione economia negativa e il balzo degli interessi sul debito potrebbe mettere la Spagna non in grado di raggiungere gli obiettivi su deficit concordati con Bruxelles (6,3 quest’anno e 4,5 il prossimo) e imporre una nuova stretta.
Alla Bce peraltro non sembra poi essere piaciuta la richiesta esplicita del ministro dell’economia Luis De Guindos di un intervento senza limiti e senza durata.
BCE: «NON SPECULARE SU EVENTUALI FUTURI INTERVENTI». Smentendo le indiscrezioni della stampa tedesca sul progetto di un tetto agli interessi, la Bce ha chiesto anche agli esponenti di governo di «non speculare sulla natura di un futuro intervento».
Tanto è bastato per annullare i ribassi dello spread dei bonos e mandare in negativo la Borsa di Madrid di oltre un punto.
Anche per questo, secondo quanto ha riportato El Pais, l’ultima arma in mano al premier Rajoy potrebbe essere ricorrere al taglio o meglio a un ‘congelamento’ delle pensioni, circostanza sempre esclusa in campagna elettorale.
A SETTEMBRE ATTESO L’AUMENTO DELL’IVA. D’altronde i dati sulle entrate fiscali hanno mostrato un continuo calo così come i proventi dalla lotta all’evasione.
A settembre inoltre è previsto un deciso aumento Iva che frenerà la discesa degli introiti fiscali senza invertire però la tendenza.
Il governo potrebbe quindi anche tagliare le deduzioni sull’acquisto di immobili e sui piani assicurativi.
L’ultima ratio è quella appunto di intervenire sulle pensioni. Una spesa che molti in Europa e e a Francoforte giudicano eccessiva in una società come quella spagnola afflitta da una crisi demografica.