A che punto è la crisi tra Ucraina e Russia

A che punto è la crisi tra Ucraina e Russia

30 Novembre 2018 10.02
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La tensione tra Ucraina e Russia non accenna a diminuire. Kiev ha vietato a tutti gli uomini russi tra i 16 e i 60 anni l'ingresso nel Paese. Lo ha reso noto su Twitter il presidente ucraino Petro Poroshenko. Le restrizioni, ha sottolineato, sono state decise per impedire ai russi di formare distaccamenti di «eserciti privati» che rispondano alle forze armate russe.

ESERCITO UCRAINO PRONTO AD AZIONI SPECULARI

Secondo l'agenzia russa Interfax un alto ufficiale dei servizi di sicurezza ucraini (Sbu), Igor Huskov, avrebbe detto che il Paese sta prendendo in considerazione la possibilità di rispondere alla Russia con «azioni speculari» dopo la cattura di tre vascelli militari ucraini e dei loro equipaggi da parte delle forze russe al largo della Crimea. «Si sta decidendo sulla conduzione di azioni speculari appropriate in risposta all'aggressore russo», ha affermato Huskov.

MOSCA: «SI RISCHIA UNA GUERRA CIVILE»

Parole dure sono arrivate anche da Mosca. Il portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, esprimendo preoccupazione per l'introduzione della legge marziale, ha detto che «l'Ucraina potrebbe sprofondare nella guerra civile». «Alle forze dell'ordine ucraine», ha detto Zakharova, «sono stati concessi poteri straordinari, incluso l'uso della forza senza l'autorizzazione dei tribunali o dei pm, e questo pone seri rischi». In merito alle restrizioni introdotto Zakharova ha detto che la Russia non intende imporre misure speculari a quella adottata dal governo ucraino ma lo ha accusato di attuare una politica che penalizza la gente comune.

IL CREMLINO: «LA CRISI È COLPA DEGLI USA»

Zakharova si è scagliata anche contro la risoluzione del Senato degli Stati Uniti che ha condannato «le azioni provocatorie della Russia contro l'Ucraina» bollandola come un «pezzo di carta» e ha esortato Washington a realizzare il ruolo che sta avendo nella crisi ucraina. «Il futuro dell'Ucraina è stato disegnato su ordine di diplomatici, funzionari e rappresentanti delle agenzie di sicurezza statunitensi: il governo, la politica dell'informazione e, ovviamente, la politica sul Donbass, tra le altre cose, si sono formate in questo modo: invece di approvare un altro documento, penso che dovrebbero rendersi conto del ruolo che il loro paese e i loro funzionari hanno avuto nella tragedia dell'Ucraina e adottare qualche altra dichiarazione, ad esempio quella sul ruolo svolto dal Dipartimento di Stato negli eventi accaduti in Ucraina nel 2013-2014», ha detto la portavoce della Difesa ucraina, citata dalla Tass.

MILITARI DELLE NAVI CATTURATE TRASFERITI A MOSCA

Stanno per essere trasferiti a Mosca per essere interrogati i comandanti delle tre navi militari ucraine catturate domenica 25 novembre dalle forze russe al largo della Crimea: lo ha annunciato la difensore civica russa Liudmila Lubina, precisando che anche gli altri 21 marinai non sono più in Crimea. Un tribunale della regione, occupata dalla Russia dal 2014, ha ordinato due mesi di arresto in attesa di giudizio per tutti e 24 i militari ucraini.

ESERCITAZIONE UCRAINA NLE MARE D'AZOV

L'ufficio stampa del Comando Interforze ucraino che si occupa della crisi nel Donbass ha fatto sapere che i militari ucraini hanno svolto esercitazioni nell'area del mare d'Azov. Nella nota, pubblicata da Rt, si legge che «l'aviazione ha imitato raid nemici contro le unità che proteggono la costa marina». Le unità in possesso di diversi sistemi antiaerei hanno svolto la missione «con successo». L'obiettivo, secondo l'ufficio stampa, era quello di «migliorare la gestione dei sistemi nel corso di sortite del nemico a bassa quota».

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